Solletico ai bambini: divertimento o fastidio?
Il solletico per molti genitori è un gesto spontaneo e affettuoso, un modo per far ridere i bambini e creare un momento di gioco. E in effetti, le risate contagiose dei più piccoli sembrano dire che si stanno divertendo un mondo. Ma è davvero così? Il solletico ai bambini è un divertimento o un fastidio? La risposta, spiegano gli esperti, dipende da come e da quanto viene fatto.

Il solletico stimola zone del corpo particolarmente sensibili, come piedi, ascelle, collo e pancia, e provoca una reazione automatica: la risata. Ma non è detto che quella risata significhi che il bambino si stia divertendo. Come chiariscono gli psicologi infantili, ridere durante il solletico è un riflesso involontario, non un segno di piacere. Il corpo reagisce alla stimolazione nervosa con una scarica di tensione, e la risata serve proprio ad allentare quella sensazione intensa.
Se però il solletico è insistente, o se il bambino chiede di smettere, può trasformarsi in un’esperienza spiacevole o addirittura di perdita di controllo, perché il piccolo non riesce a fermare la reazione fisica, anche se vorrebbe.
Il solletico può restare un momento di complicità se vissuto nel modo giusto.
Gli esperti raccomandano di osservare sempre le reazioni del bambino: se ride in modo rilassato, cerca il contatto e chiede di continuare, il gioco è positivo. Ma se si irrigidisce, si allontana o dice “basta”, è importante fermarsi subito. In questo modo il solletico diventa un modo per rafforzare la fiducia reciproca e insegnare al bambino che le sue emozioni e i suoi limiti vengono rispettati.
Per i più piccoli, il solletico può essere piacevole se breve e leggero, magari durante un momento di coccole o gioco condiviso. È bene ricordare che ogni bambino ha una diversa sensibilità al contatto fisico: c’è chi ama le carezze e chi invece è più riservato. In ogni caso, mai usarlo per “punzecchiare”, far smettere un capriccio o “tirar fuori una risata”. Un gioco sano nasce dal rispetto: la regola d’oro è farlo solo se entrambi si divertono.
Ferragosto con i bambini: giochi all’aperto
Ferragosto con i bambini? Se sei in vacanza al mare, in montagna o anche solo in giardino con amici e parenti, il 15 agosto è l’occasione perfetta per trasformare una giornata rovente in un momento indimenticabile, soprattutto per i più piccoli. Come? Con i giochi all’aperto divertenti e senza stress. Ecco le idee più semplici, ma sempre vincenti!
1. Caccia al tesoro ferragostana
Classico intramontabile! Prepara piccoli indizi da nascondere tra gli alberi, sotto un asciugamano o dentro un secchiello da spiaggia. Il premio finale? Una bustina di caramelle, un gelatino o magari… il primo tuffo in piscina! Puoi personalizzare la caccia al tema “estate” o “spiaggia”.
2. Gavettoni e palloncini d’acqua
Con il caldo di Ferragosto, il divertimento è a prova di schizzi! Palloncini colorati pieni d’acqua, secchielli, spugne bagnate… tutto è lecito per una “guerra” d’acqua che farà ridere a crepapelle grandi e piccoli (e anche i genitori finiranno per partecipare!).
3. Staffetta con ostacoli improvvisati
Metti insieme: un cucchiaio, un uovo (o una pallina da ping-pong), qualche cono o bottiglia vuota per fare zig-zag e una corda per saltare. Et voilà! La staffetta è pronta. Il bello? Può essere fatta ovunque: in un campo, sulla sabbia, in giardino o anche su un sentiero di montagna.
4. Pesca nel secchio
Se hai bambini più piccoli (dai 2 ai 6 anni), questa è perfetta. Riempi una bacinella con acqua e piccoli oggetti galleggianti (animaletti in plastica, tappi, conchiglie). Con un retino o anche con un cucchiaio, i bimbi dovranno “pescarli” tutti. Semplice e super rilassante.
5. Indovina cosa tocco (a tema natura)
Bendali e fagli toccare oggetti raccolti nella natura: una pigna, una foglia, una pietra liscia, un bastoncino, una conchiglia. Chi indovina più oggetti? Questo gioco stimola tatto e curiosità, perfetto per i momenti di pausa all’ombra.
6. Baby limbo party
Un bastone, della musica allegra e via: chi riesce a passare sotto il bastone abbassato ogni volta di più? Un grande classico da spiaggia che fa scatenare anche i più timidi.
7. Mini torneo di bocce o birilli
In spiaggia o su un prato, bastano poche bocce di plastica o bottiglie vuote da usare come birilli. I bambini adorano le “sfide” (e gli adulti spesso si lasciano coinvolgere!).
Stimolare i 5 sensi nei bambini col gioco
Da mamma, so quanto sia importante aiutare i bambini a scoprire il mondo che li circonda. E uno dei modi più efficaci (e divertenti!) per farlo è stimolare i loro 5 sensi col gioco. Vista, udito, tatto, gusto e olfatto non sono solo strumenti di percezione, ma vere e proprie porte aperte sull’apprendimento.

Ecco allora qualche idea semplice e pratica per stimolare ogni senso con attività da fare in casa o all’aperto. Perché imparare giocando è sempre la strada più bella!
Vista
I bambini, sin da piccolissimi, sono attratti da ciò che vedono.
- Giochi con luci e ombre: crea uno spettacolo con la torcia o usa un teatrino delle ombre con le mani.
- Barattoli sensoriali: riempi barattoli trasparenti con oggetti colorati, glitter, liquidi colorati, sabbia.
- Memory o puzzle: aiutano a riconoscere forme, immagini, dettagli.
Udito
L’udito è strettamente legato al linguaggio.
- Strumenti musicali fai da te: maracas con bottiglie e riso, tamburelli con scatole e mollette.
- Gioco “indovina il suono”: registra suoni della natura o della casa e chiedi al bimbo di riconoscerli.
- Canzoncine e filastrocche: aiutano ritmo, memoria e attenzione.
Olfatto
L’olfatto è uno dei sensi più potenti per evocare ricordi e stimolare emozioni.
- Giochi “a naso chiuso”: benda il bambino e fagli annusare spezie, agrumi, fiori, saponi profumati.
- Creazione di profumi naturali: con erbe aromatiche e petali.
- Scatoline odorose: piccole scatole da annusare e abbinare al giusto profumo.
Gusto
Mangiare può diventare un gioco educativo!
- Mini degustazioni: assaggi di cibi dolci, salati, acidi, amari.
- “Indovina il cibo” bendato: per riconoscere gusti e consistenze.
- Laboratori di cucina: preparare insieme biscotti, frullati, insalate colorate.
Tatto
Il senso del tatto è fondamentale nei primi anni di vita.
- Giochi con materiali diversi: stoffe, sabbia, pasta modellabile, riso, acqua.
- Percorsi sensoriali: camminare a piedi nudi su superfici diverse (cotone, sabbia, erba, spugne).
- Giochi con schiuma da barba, farina o slime: stimolano anche la motricità fine.
Bambini: giochi al chiuso
In inverno, soprattutto col freddo di questi giorni, capita che i bambini si piazzino davanti alla tv o ai device, dopo aver finito i compiti, non sapendo bene cosa fare. Se sono abbastanza grandicelli, ci sono alcuni giochi da fare al chiuso che non passano mai di moda.

Avete bisogno di qualche idea? I giochi al chiuso per i bambini chiaramente sono innumerevoli. A me è venuto in mente quello che considero tra i più creativi: fare i colori a olio.. Per realizzare delle tinture naturali e poi far dipingere i piccolini è sufficiente mescolare della curcuma (gialla) o del curry (rosso) con olio di semi e un goccio d’acqua per ottenere la densità giusta. Ricordate che serve il pennellino poi per usarli, ma se non lo avete si può usare del cotone legato con un elastico in cima a una matita.
Un’altra cosa tra i giochi al chiuso che si può organizzare è una sfida per imparare numeri e lettere, chiaramente va bene per bambini che ancora non vanno alle elementari o che facciano al massimo la prima. Usiamo dei cartoncini sui quali scriviamo una lettera o un numero che saranno i modelli da copiare. In un vassoio abbastanza alto versiamo della farina di mais e mettiamo accanto il cartoncino.Con le dita tracciamo le linee per formare la figura e dopo muoviamo in orizzontale lentamente il vassoio per cancellare ogni traccia. Adesso invitiamo il bimbo a fare altrettanto.
Tradizioni natalizie da condividere in famiglia
Ci siamo, ecco il momento delle tradizioni natalizie da condividere in famiglia. Alcune possono anche trasformarsi in giochi divertenti da fare coi i vostri bambini. Una dovrebbe essere già iniziata a dire la verità, quella del Calendario dell’Avvento, che arriva fino alla Vigilia e insegna ai bambini l’arte dell’attesa, regalando, ovviamente, anche molta magia.
L’8 dicembre è il momento dell’Albero di Natale e del Presepe, questa tra le tradizioni natalizie da condividere in famiglia è quella quasi obbligatoria, ma che fa discutere. Perché? Ormai la moda impone quasi una corsa a fare queste due cose prima, addirittura a metà o fine novembre, sembra quasi una corsa per arrivare primi e fa davvero sorridere. Coinvolgere i piccoli ad addobbare l’abete, si spera ecologico, a meno che non sia ben piantato in un giardino, è un momento di grande emozione, come pure allestire il Presepe, che scatena la loro creatività. E poi vuoi mettere accenderlo tutti insieme?
Tra le tradizioni natalizie da condividere in famiglia c’è pure quella dei tour tra mercatini e villaggi pieni di bancarelle allegre e coinvolgenti. Poi c’è il 12 dicembre, Santa Lucia, al Nord si fanno persino i regali. La sera prima i bimbi devono preparare una bella tazza di latte e i biscotti e la frutta secca per la Santa, il suo asinello e l’aiutante Castaldo. Altra tradizione è la letterina a Santa Claus: questa i bambini devono scriverla facendosi aiutare da mamma e papà. E tenerissimo!
Giochi con pegni e penitenze
Vi ricordate quando noi da bambini ci divertivamo con i giochi con pegni e penitenze? Se si perdeva ecco che arrivava la ‘botta’. Da dover pagare davanti a tutti.

Quali sono i giochi con pegni e penitenze con cui i piccoli possono sbizzarrirsi? Beh, un po’ tutti i realtà, da nascondino a palla avvelenata, da quello del mimo ad infiniti altri. Più che sui giochi con pegni e penitenza, l’attenzione dobbiamo focalizzarla su quali siano i pegni e le penitenze super…
Eccone qui qualcuna:
Levati le calze/calzini e attaccateli alle orecchie; fai poi finta di essere il cane Pluto.
Canta una canzone scelta dai tuoi amici con la voce stridula.
Prendi un libro o una rivista e impara a memoria le prime 4 righe; poi recitale davanti ai tuoi amici.
Rimani completamente fermo e immobile per 3 minuti. Se ti muovi, ridi o parli il tempo ricomincerà da capo.
Rimani in piedi su una gamba sola per i prossimi 5 minuti.
Mettiti due libri in testa senza farli cadere per 5 minuti.
Mangia qualcosa di disgustoso scelto dai tuoi amici.
Fai finta di essere uno scimmione e gira saltellando per la stanza. Poi fai finta di cogliere una banana da un albero, sbucciarla e mangiarla.
Imita per 60 secondi uno dei presenti senza fermarti mai o ridere.
Ecco alcune cose da fare se si esce sconfitti da uno dei tanti giochi classici, tra i quali, ricordate, c’è anche la campana, un due, tre… Stella! E persino il braccio di ferro, senza farsi male però.
Festa di Carnevale
I bimbi ne saranno entusiasti: una festa di Carnevale li rende sempre euforici. Ecco come organizzarne una senza troppo stress. Qualche idea.

La festa di Carnevale perfetta non può prescindere dalle maschere. Si può seguire un tema, tipo ‘notte horror’ o personaggi Disney o principi e principesse. Se ne possono trovare infiniti. Si può anche lasciare alla libera fantasia di ognuno la maschera. Magari i piccoli invitati vi sorprenderanno, con l’aiuto dei genitori. Per addobbare la casa potrete usare le stelle filanti e dei festoni colorati. Mai i coriandoli piccolini, che rimangono tra le mure anche per anni, perché si infilano ovunque.
Il cibo non deve mancare: zeppole, castagnole e chiacchiere sono immancabili, ma anche il salato è d’obbligo. Si possono fare delle tartine semplici o, se volete impegnarvi di meno, acquistare patatine, popcorn e salatini. Le bibite meglio se salutari. Piatti e bicchieri, come pure le posate e i tovaglioli preferibile che siano usa e getta.
Pensate a una musica allegra, colonna sonora della festa di Carnevale, e ai giochi da fare con i bimbi. Un classino sempre verde è quello della pentolaccia. Non serve molto. Basterà avere un bastone (quello della scopa va benissimo, un contenitore da rompere senza troppa fatica e dei piccoli regalini da inserire all’interno.Non dimenticate la benda che indosserà il piccolo che parteciperà al gioco. Il divertimenti per tutti i vostri ospiti è assicurato.
Poesie di Natale di Gianni Rodari
Amo personalmente Gianni Rodari. Le poesie di Natale di questo autore, tra i più apprezzati della letteratura dell’infanzia, sono fantastiche. Io stessa, da bambina, ne ho imparate moltissime a memoria, recitare, chiaramente, davanti ai parenti il 25 dicembre. Tutti mi davano poi un ultweriore ‘regalino’.

Tra i giochi per bambini che più apprezzo, da fare con mamma e papà, c’è proprio quello di imparare poesie. A Natale è ancora più bello. E tra le tante, quelle di Gianni Rodari hanno un posto speciale nel mio cuore.
Le poesie di Natale di Gianni Rodari.
Filastrocca di Natale
Filastrocca di Natale,
la neve è bianca come il sale,
la neve è fredda, la notte è nera
ma per i bambini è primavera:
soltanto per loro, ai piedi del letto
è fiorito un albereto.
Che strani fiori, che frutti buoni
Oggi sull’albero dei doni:
bambole d’oro, treni di latta,
orsi dla pelo come d’ovatta,
e in cima, proprio sul ramo più alto,
un cavalo che spicca il salto.
Quasi lo tocco… Ma no, ho sognato,
ed ecco, adesso, mi sono destato:
nella mia casa, accanto al mio letto
non è fiorito l’alberetto.
Ci sono soltanto i fiori del gelo
Sui vetri che mi nascondono il cielo.
L’albero die poveri sui vetri è fiorito:
io lo cancello con un dito.
Il magico Natale
S’io fossi il mago di Natale
farei spuntare un albero di Natale
in ogni casa, in ogni appartamento
dalle piastrelle del pavimento,
ma non l’alberello finto,
di plastica, dipinto
che vendono adesso all’Upim:
un vero abete, un pino di montagna,
con un po’ di vento vero
impigliato tra i rami,
che mandi profumo di resina
in tutte le camere,
e sui rami i magici frutti: regali per tutti.
Poi con la mia bacchetta me ne andrei
a fare magie
per tutte le vie.
In via Nazionale
farei crescere un albero di Natale
carico di bambole
d’ogni qualità,
che chiudono gli occhi
e chiamano papà,
camminano da sole,
ballano il rock an’roll
e fanno le capriole.
Chi le vuole, le prende:
gratis, s’intende.
In piazza San Cosimato
faccio crescere l’albero
del cioccolato;
in via del Tritone
l’albero del panettone
in viale Buozzi
l’albero dei maritozzi,
e in largo di Santa Susanna
quello dei maritozzi con la panna.
Continuiamo la passeggiata?
La magia è appena cominciata:
dobbiamo scegliere il posto
all’albero dei trenini:
va bene piazza Mazzini?
Quello degli aeroplani
lo faccio in via dei Campani.
Ogni strada avrà un albero speciale
e il giorno di Natale
i bimbi faranno
il giro di Roma
a prendersi quel che vorranno.
Per ogni giocattolo
colto dal suo ramo
ne spunterà un altro
dello stesso modello
o anche più bello.
Per i grandi invece ci sarà
magari in via Condotti
l’albero delle scarpe e dei cappotti.
Tutto questo farei se fossi un mago.
Però non lo sono
che posso fare?
Non ho che auguri da regalare:
di auguri ne ho tanti,
scegliete quelli che volete,
prendeteli tutti quanti.
Il pianeta degli alberi
Dove sono i bambini che non hanno
l’albero di Natale
con la neve d’argento, i lumini
e i frutti di cioccolata?
presto, presto adunata, si va
sul Pianeta degli alberi di natale,
io so dove sta. Che strano, beato Pianeta…
Qui è Natale ogni giorno.
Ma guardatevi attorno:
gli alberi della foresta,
illuminati a festa,
sono carichi di doni.
Crescono sulle siepi i panettoni,
i platani del viale
sono platani di Natale.
Perfino l’ortica,
non punge mica,
ma tiene su ogni foglia
un campanello d’argento
che si dondola al vento.
In piazza c’e’ il mercato dei balocchi.
Un mercato coi fiocchi,
ad ogni banco lasceresti gli occhi.
E non si paga niente, tutto gratis.
Osservi, scegli, prendi e te ne vai.
Anzi, anzi, il padrone
Ti fa l’inchino e dice:”Grazie assai,
torni ancora domani, per favore:
per me sarà un onore…” Che belle le vetrine senza vetri!
Senza vetri, s’intende,
così ciascuno prende
quello che più gli piace: e non si passa
mica alla cassa, perché
la cassa non c’è. Un bel Pianeta davvero
Anche se qualcuno insiste
A dire che non esiste…
Ebbene, se non esiste, esisterà:
che differenza fa?
Lo zampognaro
Se comandasse lo zampognaro
Che scende per il viale,
sai che cosa direbbe
il giorno di Natale? “Voglio che in ogni casa
spunti dal pavimento
un albero fiorito
di stelle d’oro e d’argento”. Se comandasse il passero
Che sulla neve zampetta,
sai che cosa direbbe
con la voce che cinguetta?
“Voglio che i bimbi trovino,
quando il lume sarà acceso
tutti i doni sognati
più uno, per buon peso”. Se comandasse il pastore
Del presepe di cartone
Sai che legge farebbe
Firmandola col lungo bastone? “Voglio che oggi non pianga
nel mondo un solo bambino,
che abbiano lo stesso sorriso
il bianco, il moro, il giallino”. Sapete che cosa vi dico
Io che non comando niente?
Tutte queste belle cose
Accadranno facilmente; se ci diamo la mano
i miracoli si faranno
e il giorno di Natale
durerà tutto l’anno.

Scritto da Annamaria e postato in