Post Parto: una mamma su sei in difficoltà
Diventare madre è una rivoluzione bellissima, ma anche un cambiamento profondo, che può portare con sé paure, ansia e momenti di fragilità. A ricordarci quanto sia importante prendersi cura anche della salute mentale delle donne in attesa e delle neomamme è uno studio italiano: una mamma su sei presenta segnali di possibile disagio psicologico durante la gravidanza o nel primo anno post parto. E’ in difficoltà.

La ricerca, condotta dall’ATS di Milano e pubblicata sulla rivista scientifica Archives of Women’s Mental Health, ha preso in esame la storia sanitaria di 164.767 donne che hanno partorito tra il 2017 e il 2023 nei territori di Milano e Lodi. Il risultato fa riflettere: il 16% delle donne analizzate ha mostrato almeno un indicatore di possibile disagio psicologico nel periodo della gravidanza o dopo la nascita del bambino.
Questo dato non significa che tutte queste mamme abbiano sofferto di depressione post partum. Gli indicatori considerati comprendono, per esempio, il ricorso a consulenze psicologiche, l’accesso ai servizi di salute mentale e le prescrizioni di psicofarmaci. Sono segnali che possono indicare una difficoltà, ma non equivalgono necessariamente a una diagnosi. Un questionario compilato da circa 21mila donne ha inoltre evidenziato una situazione di elevata vulnerabilità psicologica nel 23,6% dei casi, mentre il 5,6% ha raggiunto un punteggio compatibile con una possibile depressione maggiore.
Tra i dati più significativi dello studio c’è quello relativo alle donne che avevano già affrontato difficoltà psicologiche prima della gravidanza: per loro, la probabilità statistica di manifestare nuovi segnali di disagio risultava circa otto volte superiore. La ricerca ha individuato anche altri fattori associati a una maggiore vulnerabilità, come essere alla prima gravidanza, avere più di 40 anni, non essere sposate o avere un passato migratorio.
Tutto questo accende i riflettori su un segnale importante: alcune mamme possono avere bisogno di maggiore attenzione, ascolto e sostegno, e riconoscere per tempo le loro difficoltà può fare la differenza. La gravidanza e i primi mesi con un neonato sono periodi intensi. Il corpo cambia, il sonno può diventare un lusso, le responsabilità aumentano e le aspettative rischiano di pesare.
Un po’ di stanchezza e qualche momento di sconforto possono capitare. Ma se la tristezza persiste, il pianto diventa frequente, l’ansia è difficile da gestire, si perde interesse per ciò che prima faceva stare bene o ci si sente continuamente inadeguate e sopraffatte, è importante non ignorare questi segnali. Significa che potrebbe essere arrivato il momento di chiedere un aiuto. Il primo passo può essere parlarne con il ginecologo, l’ostetrica, il medico di famiglia o rivolgersi a un consultorio familiare. Non bisogna aspettare di stare malissimo per farsi ascoltare.

Scritto da Annamaria e postato in