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Post Parto: una mamma su sei in difficoltà

Ott 25
Scritto da Annamaria avatar

Diventare madre è una rivoluzione bellissima, ma anche un cambiamento profondo, che può portare con sé paure, ansia e momenti di fragilità. A ricordarci quanto sia importante prendersi cura anche della salute mentale delle donne in attesa e delle neomamme è uno studio italiano: una mamma su sei presenta segnali di possibile disagio psicologico durante la gravidanza o nel primo anno post parto. E’ in difficoltà.

post parto una mamma su sei in difficolta

La ricerca, condotta dall’ATS di Milano e pubblicata sulla rivista scientifica Archives of Women’s Mental Health, ha preso in esame la storia sanitaria di 164.767 donne che hanno partorito tra il 2017 e il 2023 nei territori di Milano e Lodi. Il risultato fa riflettere: il 16% delle donne analizzate ha mostrato almeno un indicatore di possibile disagio psicologico nel periodo della gravidanza o dopo la nascita del bambino.

Questo dato non significa che tutte queste mamme abbiano sofferto di depressione post partum. Gli indicatori considerati comprendono, per esempio, il ricorso a consulenze psicologiche, l’accesso ai servizi di salute mentale e le prescrizioni di psicofarmaci. Sono segnali che possono indicare una difficoltà, ma non equivalgono necessariamente a una diagnosi. Un questionario compilato da circa 21mila donne ha inoltre evidenziato una situazione di elevata vulnerabilità psicologica nel 23,6% dei casi, mentre il 5,6% ha raggiunto un punteggio compatibile con una possibile depressione maggiore.

Tra i dati più significativi dello studio c’è quello relativo alle donne che avevano già affrontato difficoltà psicologiche prima della gravidanza: per loro, la probabilità statistica di manifestare nuovi segnali di disagio risultava circa otto volte superiore. La ricerca ha individuato anche altri fattori associati a una maggiore vulnerabilità, come essere alla prima gravidanza, avere più di 40 anni, non essere sposate o avere un passato migratorio.

Tutto questo accende i riflettori su un segnale importante: alcune mamme possono avere bisogno di maggiore attenzione, ascolto e sostegno, e riconoscere per tempo le loro difficoltà può fare la differenza. La gravidanza e i primi mesi con un neonato sono periodi intensi. Il corpo cambia, il sonno può diventare un lusso, le responsabilità aumentano e le aspettative rischiano di pesare.

Un po’ di stanchezza e qualche momento di sconforto possono capitare. Ma se la tristezza persiste, il pianto diventa frequente, l’ansia è difficile da gestire, si perde interesse per ciò che prima faceva stare bene o ci si sente continuamente inadeguate e sopraffatte, è importante non ignorare questi segnali. Significa che potrebbe essere arrivato il momento di chiedere un aiuto. Il primo passo può essere parlarne con il ginecologo, l’ostetrica, il medico di famiglia o rivolgersi a un consultorio familiare. Non bisogna aspettare di stare malissimo per farsi ascoltare.

Con il pancione vietato essere tristi!

Set 03
Scritto da Annamaria avatar

I problemi nella vita ci sono, eccome! Anche le questioni di cuore fanno il loro, ma, mi raccomando future mamme, con il pancione è vietato essere tristi e depresse, anche perché, secondo uno studio di ricercatori svedesi e bengalesi del Karolinska Instituet e del Bangladesh Rural Advancement Committee (Brac), pubblicato sulle pagine della rivista BMC Public Health, le donne incinta che hanno questi problemi rischiano di mettere al mondo bebè più piccoli del normale e, quindi, a rischio di morte in età infantile. (altro…)