Scuola, che rivoluzione!
Sì, avete letto bene nei giorni scorsi sui vari quotidiani (e visto e ascoltato nei vari servizi in tv e radio): da quest’anno la condotta torna protagonista tra i banchi di scuola. Non è più solo quella voce un po’ trascurata nella pagella che si guardava distrattamente a fine anno. Stavolta fa davvero la differenza. E’ proprio il caso di esclamare: “Scuola, che rivoluzione!”.

La nuova riforma voluta dal Ministero dell’Istruzione è chiara: se uno studente prende 5 in condotta, viene bocciato, anche se la la suffucienza in tutte le materia. Ma non solo, perché chi ha un voto inferiore al 9 in comportamento non potrà ambire al massimo dei crediti scolastici, cosa che va ad influire sul voto finale alla maturità. E chi invece prende 6 in condotta? Niente scrollata di spalle: scatterà un percorso di educazione civica personalizzato, con tanto di esame finale: l’esame di cittadinanza.
In pratica, si ricomincia a dare peso non solo a quello che si sa, ma anche a come ci si comporta. Perché andare a scuola significa anche imparare a convivere con gli altri, rispettare le regole, ascoltare, costruire relazioni sane e mature.
È una svolta che arriva in un momento in cui, ammettiamolo, la scuola spesso si trova a fronteggiare episodi di maleducazione, mancanza di rispetto e atteggiamenti aggressivi. Non sempre, certo. Ma abbastanza spesso da spingere le istituzioni a dire: basta, si cambia rotta.
Personalmente trovo che sia una novità importante. È un messaggio chiaro: essere bravi a scuola non significa solo fare bene i compiti, ma anche essere cittadini responsabili, persone corrette, capaci di stare in un’aula e nella società con rispetto.
E poi, diciamolo, anche da mamma questa scelta suona come una buona occasione per ritrovare il valore educativo della scuola. Una scuola che non forma solo studenti, ma persone. Che ne pensate? È davvero tempo di restituire alla “condotta” il posto che merita?

Scritto da Annamaria e postato in