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Gravidanza e primi anni: luci e ombre

Mag 23
Scritto da Annamaria avatar

I primi mille giorni di vita di un bambino, dalla gravidanza ai due anni, sono fondamentali per la sua salute presente e futura. E una buona notizia c’è: sempre più mamme e papà italiani stanno adottando comportamenti più sani durante la gravidanza e nei primi anni di vita dei figli. A dirlo è l’ultima rilevazione della Sorveglianza Bambine e Bambini 0-2 anni, promossa dal Ministero della Salute, coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità e realizzata insieme alle Regioni. Ci sono però luci e ombre. Gravidanza e primi anni fanno ancora discutere: alcuni miglioramenti ci sono, ma le cattive abitudini rimangono.

gravidanza e primi anni luci e ombre

I dati mostrano segnali incoraggianti. Oggi sono sempre meno le donne che fumano o consumano alcol durante la gravidanza, e cresce l’attenzione verso il benessere dei bambini. Tuttavia, gli esperti sottolineano che siamo ancora lontani dagli standard raccomandati e che persistono forti differenze tra Nord e Sud Italia, sia dal punto di vista sanitario sia sociale.

Secondo il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Rocco Bellantone, le disuguaglianze iniziano addirittura prima della nascita. “Non tutti i bambini nascono e crescono nelle stesse condizioni”, spiega. Le difficoltà economiche, culturali e sociali possono influenzare la salute fin dai primi mesi di vita, con conseguenze che si trascinano negli anni.

Tra gli aspetti che preoccupano maggiormente gli esperti c’è l’utilizzo corretto dell’acido folico. Ben il 93,2% delle mamme dichiara di averlo assunto durante la gravidanza, ma solo il 35,4% lo ha fatto nei tempi raccomandati, cioè prima del concepimento e nelle prime settimane di gestazione. Molte donne iniziano infatti a prenderlo quando la gravidanza è già iniziata, riducendone così l’efficacia preventiva contro alcune malformazioni congenite. Anche in questo caso emergono forti differenze territoriali: si passa dal 24,6% di assunzione corretta in Campania al 44,4% in Veneto.

Sul fronte del fumo, i dati sono confortanti ma non del tutto rassicuranti. Il 5,5% delle donne continua a fumare durante la gravidanza. La percentuale varia dal 3,2% della Provincia autonoma di Bolzano al 7,9% del Lazio. Un dato interessante riguarda il periodo successivo al parto: molte donne riprendono a fumare durante l’allattamento e aumenta anche il consumo di sigarette elettroniche e dispositivi a tabacco riscaldato. Inoltre quasi una madre su tre vive in una casa dove il partner o altri familiari fumano abitualmente.

Anche il consumo di alcol in gravidanza è diminuito, ma non è scomparso. Il 7,4% delle donne dichiara di bere occasionalmente, almeno una o due volte al mese, mentre una piccola quota continua a consumare alcol con maggiore frequenza. Gli esperti ricordano che non esiste una quantità di alcol considerata sicura durante la gravidanza.

L’allattamento resta un altro punto cruciale. Meno della metà dei bambini tra i 2 e i 3 mesi riceve latte materno in modo esclusivo. La percentuale cala ulteriormente tra i 4 e i 5 mesi di vita. Anche qui il divario territoriale è evidente: le regioni del Sud registrano generalmente i dati peggiori. Ancora oggi il 13,1% dei bambini italiani non riceve mai latte materno.

Tra le buone notizie c’è il crescente numero di genitori che mette a dormire i neonati a pancia in su, la posizione raccomandata per ridurre il rischio di sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS). Lo fa il 70% delle famiglie, anche se restano ampi margini di miglioramento.

A preoccupare particolarmente pediatri ed esperti dello sviluppo infantile è invece il rapporto sempre più precoce dei bambini con gli schermi. Già tra i 2 e i 5 mesi di vita il 14,6% dei piccoli trascorre del tempo davanti a televisione, smartphone, tablet o computer. In alcune regioni del Sud, come la Sicilia, la percentuale arriva a sfiorare il 25%.

Con il passare dei mesi il fenomeno cresce ulteriormente. Tra gli 11 e i 15 mesi, in alcune aree del Paese oltre un terzo dei bambini trascorre almeno una o due ore al giorno davanti a uno schermo. Numeri che fanno riflettere, soprattutto considerando che le linee guida internazionali raccomandano di evitare completamente l’esposizione agli schermi nei primi anni di vita.

Parallelamente emerge un altro dato che dovrebbe far riflettere le famiglie: si legge ancora troppo poco ai bambini. Oltre la metà dei piccoli tra i 2 e i 5 mesi non ha mai ascoltato la lettura di un libro nella settimana precedente all’intervista. E proprio nelle regioni del Sud si registrano le percentuali più basse di lettura quotidiana condivisa.

La fotografia che emerge è quella di un’Italia che sta migliorando, ma a velocità diverse. Da una parte cresce la consapevolezza sull’importanza delle buone pratiche nei primi anni di vita; dall’altra restano forti disparità territoriali e culturali che rischiano di influenzare il futuro dei bambini fin dalla nascita.

La sfida, secondo gli esperti, è proprio questa: garantire a tutti i bambini le stesse opportunità di salute, indipendentemente dalla regione in cui nascono o dalle condizioni economiche della loro famiglia. Perché investire nei primi mille giorni significa investire nel futuro di un’intera generazione.

5 consigli dell’ISS per migliorare la dieta

Ago 20
Scritto da Annamaria avatar

Mangiare bene sembra facile, ma tra la fretta, la stanchezza e l’invasione di cibi pronti è facile finire per scegliere quello che è comodo, non quello che fa bene. Eppure, secondo gli esperti dell’ISS, Istituto Superiore di Sanità, bastano 5 semplici consigli per cambiare direzione e migliorare davvero la nostra dieta, come spiegano sulle pagine del Corriere della Sera.

Ecco i 5 consigli degli esperti dell’ISS per migliorare la dieta in un’Italia dove il consumo di cibi ultra‑processati è aumentato e gli alimenti vegetali sono inspiegabilmente pochi.

Una dieta (più) vegetale è il punto di partenza di ogni cambiamento alimentare positivo: più vegetali, meno prodotti animali. “Questo tipo di alimentazione si basa prevalentemente su fonti vegetali, quindi cereali (pane, pasta, riso) preferibilmente integrali, poi legumi, olio d’oliva, frutta, verdure, con un modesto consumo di alimenti di origine animale (carni magre, pesce, uova, latticini)”. La nostra tanto amata dieta mediterranea, insomma, ma nella sua versione originale, genuina e varia. Sì a pane integrale, pasta al dente, minestroni e insalatone. Carne e formaggi? Con moderazione.

Lenticchie, ceci, fagioli, piselli, soia: non solo fanno bene, ma fanno anche risparmiare. Ricchissimi di proteine vegetali, fibre e ferro, andrebbero consumati anche 4–5 volte a settimana, come piatto unico o in abbinamento a cereali. Un consiglio pratico: prepararne in abbondanza e surgelarli già cotti, così da averli sempre pronti. Sì anche a hummus e burger vegetali (fatti in casa).

Il pesce non deve mancare nella dieta settimanale. Ma attenzione: non tutto il pesce è uguale. Meglio quello azzurro, di piccola taglia, che è meno contaminato e ricco di omega 3. “Preferire pesce, legumi e carni bianche e consumarli almeno 3 volte a settimana”. Carne rossa e salumi? Sono da limitare, meglio ancora evitarli. Non solo per il benessere, ma anche per l’ambiente.

Non tutti i grassi sono da bandire, anzi. Alcuni sono alleati preziosi della nostra salute. È il caso degli oli vegetali spremuti a freddo, come l’olio extravergine d’oliva, e della frutta secca, ricca di grassi buoni e vitamine. Da evitare, invece, burro, margarine industriali e oli tropicali come quello di palma o di cocco (troppo ricchi di grassi saturi).

La regola è semplice: meno etichette leggibili solo con la lente d’ingrandimento, più ingredienti riconoscibili. I cibi ultra-processati (conservati, raffinati, addizionati) vanno consumati con attenzione: non nutrono davvero e spesso sono troppo ricchi di zuccheri, sale e grassi.

Zero alcol in gravidanza

Set 08
Scritto da Annamaria avatar

L’ISS dà il via alla campagna Zero alcol in gravidanza”. Gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità, a pochi giorni dalla Giornata mondiale della lotta alla sindrome feto-alcolica e dei disturbi correlati, che si celebra il 9 settembre, lanciano una campagna social. Non esiste una quantità sicura di alcol durante una dolce attesa.

zero alcol in gravidanza

I dati sono comunque allarmanti. Una percentuale piccola di future mamme, lo 0,2%, rientra in un profilo di bevitrice cronica. Quasi il 6% è bevitrice sociale, beve cioè saltuariamente durante incontri e uscite. Questi gli ultimi dati del Centro nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità relativi al triennio 2019- 2022. Bisogna perciò sottolineare quanto sia importante scegliere di non bere. Quindi Zero alcol in gravidanza”.

Le persone con disturbi della sindrome feto-alcolica (FASD) mostrano “deficit di pensiero astratto, di organizzazione, di pianificazione, di apprendimento, nel ricordare sequenze di eventi, nel collegare relazioni di causa-effetto, deficit di linguaggio espressivo e ricettivo, nelle abilità sociali e di consapevolezza e regolazione dei comportamenti e delle emozioni – sottolineano dall’ISS -. L’elenco attuale comprende più di 400 condizioni associate e che comportano disabilità più o meno gravi che accompagnano chi è colpito per tutta la vita”. “Tutti i disordini feto-alcolici infatti sono prevenibili al 100 per cento evitando di bere”, chiariscono. E’ importante capire con con zero alcol in gravidanza si vive meglio.

Integratori inutili per aiuto ripresa scuola

Set 03
Scritto da Annamaria avatar

Gli integratori sono inutili per l’aiuto della ripresa della scuola. Lo dicono gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità. “Non ci sono ragioni scientifiche per fornire integratori o vitamine per la memoria agli studenti”, sottolineano, come riporta l’Ansa.

integratori inutili per aiuto ripresa scuola

I bambini devono avere una dieta bilanciata, adatta alle loro esigenze in cui ci sia tutto, a meno di allergie o intolleranze. Ma gli integratori sono inutili per aiuto per la ripresa della scuola. “Gli integratori per i bambini e gli adolescenti non hanno nessuna indicazione, a meno che non servano per integrare carenze di nutrienti dovute ad esclusioni per allergie o intolleranze alimentari”, fanno sapere dall’ISS.

Sull’alimentazione i medici precisano: “Dei tre pasti della giornata, la colazione è il più importante, perché interrompe il digiuno più lungo, quello notturno, e questo ha un impatto forte sul metabolismo. Nella composizione del primo pasto del giorno non dovrebbero mancare i carboidrati integrali, che rallentano l’assorbimento degli zuccheri. Quindi non merendine e i classici cornflakes, ma pane integrale o fette biscottate integrali”. 

E’ opportuno ripristinare gli orari regolari dei pasti dopo le vacanze, dato che distanziare l’assunzione di cibo incide positivamente “sulla produzione degli ormoni che regolano i livelli di glicemia, fondamentali per la concentrazione e le attività scolastiche”, sottolinea l’ISS.

Il pranzo è il momento in cui bisogna abbondare un po’ di più con le porzioni, la cena deve essere più leggera. Ma mai saltare i pasti!. “Lo spuntino di metà mattina, o quello di metà pomeriggio, servono invece per spezzare il digiuno 2-3 ore dopo la colazione e 3-4 dopo il pranzo: sì a un frutto fresco di stagione, mentre andrebbero evitati cibi ultraprocessati ricchi di sale, zuccheri e grassi saturi”. Niente integratori, inutili per aiuto alla ripresa della scuola.

Gravidanza: screening rosolia non più raccomandato

Gen 16
Scritto da Annamaria avatar

Lo screening per la rosolia non è più raccomandato. “Dopo che l’Organizzazione mondiale della sanità ha definito la rosolia dal 2021 eradicata nel nostro Paese, lo screening per questa infezione non viene più raccomandatoalle mamme in attesa, precisa l’Istituto superiore della sanità comunicando nelle scorse settimane le nuove Linee guida sulla gravidanza fisiologica elaborate dal Sistema nazionale linee guida (Snlg). Roberto Burioni, però, fa sapere di non essere concorde. “La ritengo una decisione sbagliata”, sottolinea su X, ex Twitter.

Il professore di microbiologia e virologia all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano non la pensa così, non ritiene che lo screening per la rosolia non debba essere fatto. Non è più raccomandato in gravidanza, per lui non va bene. “Anzi – precisa – bisognerebbe incoraggiare le donne in età fertile a controllare la situazione sierologica (anche contro altri virus), per poter vivere una futura gravidanza nel modo più sereno e sicuro possibile”.

Eppure per Iss in gravidanza lo screening per la rosolia non è più raccomandato. ”L’eliminazione della trasmissione endemica del virus della rosolia – sottolinea l’Iss – è un grande successo di salute pubblica, frutto di un lavoro tenace che ha permesso di raggiungere alte coperture vaccinali nella popolazione e di rinunciare così allo screening in gravidanza”.

In Italia il vaccino antirosolia venne introdotto 50 anni fa, nel 1972. Alla fine del 2022, circa 50 anni dopo, il Bel Paese si sente libero dalla rosolia, una malattia che può dare gravi problemi se contratta nelle prime settimane di gravidanza: difetti congeniti multipli oppure morte fetale. E’ da tener presente che malattie sconfitte nel proprio Paese, siano però presenti negli altri del resto del mondo, quindi una persona può comunque contagiarsi. Bisogna tenerlo bene a mente. 

Covid: sintomi variante Eris

Set 09
Scritto da Annamaria avatar

Tutti abbiamo dimenticato quasi l’uso della mascherina. Eppure i casi di Covid sono in aumento e hanno raggiunto il 41,9% in poco tempo. Ecco i sintomi più comuni della variante Eris, che ora domina.

covid sintomi variante eris

L’Istituto Superiore di Sanità in merito ai tanti casi stoppa gli allarmismi sulla variante Eris. “E’ caratterizzata da un notevole incremento, rappresentando la cosiddetta variante di interesse (VOI) maggiormente rilevata in Europa, Stati Uniti e Asia. Ma niente allarmismi. Ad oggi, infatti, non si evidenziano rischi addizionali per la salute pubblica rispetto alle varianti già in circolazione”. Poi l’ISS parla dei sintomi.

Tra i sintomi che Eris, ultima variante del Covid, può generare, si possono trovare soprattutto disturbi delle vie respiratorie superiori, come mal di gola, tosse secca, congestione e naso che cola, mal di testa, voce rauca, dolori muscolari e articolari. Nel complesso il virus colpisce ancora principalmente il sistema respiratorio ma, poiché è mutato nel corso della pandemia, alcuni sintomi sono diventati più comuni e altri meno. Per esempio, quando il Covid è emerso, nel 2020, la perdita del gusto e dell’olfatto era un sintomo comune. Ora, più di tre anni dopo, è notevolmente diminuito nella popolazione. Nel contempo, anche i problemi gastrointestinali, come nausea, vomito e diarrea, sembrano essere diventati meno diffusi, pure in questa ultima variante.

In Italia per il momento non c’è da tremare. Ricordate però sia importante proteggere soprattutto le persone che hanno già alcune patologie e per le quali prendere il Covid rappresenta un grave rischio.

Gravidanza: aggiornamento ISS vaccino anti Covid

Ott 09
Scritto da Annamaria avatar

L’Italian Obstetric Surveillance System (ItOSS) – Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha dato l’aggiornamento sul vaccino anti Covid in gravidanza e allattamento, alla luce dei nuovi vaccini disponibili e dell’introduzione della seconda dose booster (quarta dose) .

Il vaccino anti Covid viene sempre raccomandato dagli esperti. L’aggiornamento dell’ISS sulle donne in gravidanza risulta utilissimo per fare chiarezza.

Ecco le principali indicazioni, dalla circolare del Ministero della Salute del 7 settembre 2022 sull’aggiornamento dell’ISS sul vaccino anti Covid per chi è in gravidanza o in allattamento. (altro…)

Coronavirus e gravidanza: regole ISS

Mar 01
Scritto da Annamaria avatar

Coronavirus e gravidanza: cosa fare? Le regole dell’ISS, l’Istituto superiore di sanità, spiegano come proteggersi dal COVID-19.

Le regole dell’ISS danno indicazioni efficaci alle donne in dolce attesa sui comportamenti da seguire in merito a Coronavirus e gravidanza:

Le donne in gravidanza sono considerate una popolazione a rischio per le infezioni respiratorie virali, come le infezioni da COVID-19 (Corona Virus Disease) e l’influenza stagionale, per le possibili conseguenze sulla madre e sul feto. Per quest’ultima è raccomandato il vaccino in gravidanza all’inizio della stagione influenzale. In assenza di un vaccino contro il SARS-CoV-2, virus responsabile della COVID-19, alle donne in gravidanza e ai loro contatti sono raccomandate le comuni azioni di prevenzione primaria che prevedono l’igiene frequente e accurata delle mani e l’attenzione a evitare il contatto con soggetti malati o sospetti, secondo le raccomandazioni del Ministero della Salute e delle istituzioni internazionali. Al momento non si hanno informazioni circa la suscettibilità delle donne in gravidanza alla patologia da nuovo Coronavirus SARS-CoV-2. (altro…)