All’asilo nido i bambini scambiano batteri e fa bene
Quando pensiamo ai batteri, spesso ci vengono in mente parole come germi o malattie. Ma il nostro corpo ospita un esercito di microrganismi che fanno molto bene alla salute, soprattutto nell’intestino, dove il microbioma aiuta digestione, sistema immunitario e sviluppo complessivo. Una ricerca pubblicata sulla rivista Nature dall’Università di Trento ha appena aggiunto un pezzo affascinante a questo puzzle. I bambini, fin dal primo anno di vita, si scambiano batteri tra loro, e fa bene. Questo processo contribuisce ad arricchire la diversità dei batteri intestinali. Accade soprattutto all’asilo nido.

Lo studio, condotto dal gruppo di Metagenomica Computazionale del Dipartimento di Biologia cellulare, computazione e integrata, ha coinvolto 134 persone. Tra questi, bambini di 4–15 mesi che frequentavano nidi d’infanzia, i loro genitori, fratelli, animali domestici e il personale educativo. Per un anno intero sono stati raccolti campioni biologici e analizzati con tecniche avanzate di sequenziamento metagenomico e analisi bioinformatica per mappare i batteri presenti in ciascun individuo.
I risultati sono affascinanti. Inizialmente i microbiomi dei bambini hanno ceppi unici, ma entro pochi mesi di interazione sociale nel nido emergeva una condivisione concreta di batteri tra i piccoli che trascorrevano tempo insieme. In media, circa una quota significativa dei ceppi batterici intestinali veniva condivisa tra bambini che frequentavano lo stesso gruppo. Ma non con quelli di altri nidi.
Il microbioma è un ecosistema complesso che supporta la digestione e l’assorbimento dei nutrienti, influisce sulla risposta immunitaria. Ha legami con lo sviluppo neurologico e metabolico nel corso della crescita Una maggiore diversità di batteri è generalmente associata a un microbioma più resiliente e robusto, capace di difendersi meglio dalle infezioni e di adattarsi a cambiamenti ambientali. La trasmissione di batteri tra coetanei nei primi mesi di vita potrebbe quindi rappresentare un contributo naturale. E positivo alla costruzione di un microbioma sano.
Questo tipo di interazione è simile a quanto osservato in altri contesti di microbioma umano. Condividere ambienti e attività con altre persone può modellare comunità microbiche corte e lunghe, comprese quelle della pelle e delle mucose.
L’asilo nido e le interazioni quotidiane — giochi, contatto fisico, condivisione di oggetti — diventano, secondo lo studio, fenomeni biologicamente significativi oltre che sociali. Gli scienziati sottolineano che questo processo potrebbe essere uno dei modi in cui il microbioma del bambino si arricchisce oltre ai ceppi ereditati dalla madre alla nascita.
E non finisce qui. Comprendere i modelli naturali di trasmissione dei batteri nei primi mesi di vita potrebbe aiutare in futuro a sviluppare approcci preventivi o bioterapeutici in ambito medico. Questo soprattutto nei casi in cui il microbioma è stato compromesso, ad esempio dopo trattamenti con antibiotici.
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Cellulari e tastiere ricettacoli di germi
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Scritto da Annamaria e postato in 
