Articoli taggati come ‘feto’

Il bambino nel pancione sente e percepisce

Nov 02
Scritto da Annamaria avatar

Nel grembo materno non si è semplicemente in attesa: si è già in viaggio verso il mondo. In un recente saggio intitolato Imparare prima di nascere, la professoressa di neuroscienze cognitive Laila Craighero racconta come fin da tempi molto precoci, addirittura a partire dagli undici-dodici settimane di gestazione, il feto inizi a percepire, registrare e reagire a stimoli che sembrano appartenere al mondo “di fuori”. Il bambino, quindi, “nel pancione sente e percepisce, memorizza”, sottolinea il Corriere della Sera, illustrando il volume.

il bambino nel pancione sente e percepisce

La “prima casa” del bambino è l’utero: un ambiente avvolgente, silenzioso in parte, ma assolutamente vivo. Qui si sviluppano i recettori tattili sul volto, sulle mani e sui piedi già molto presto, e cominciano a farsi strada percezioni più complesse: “Le papille gustative si sviluppano all’ottava settimana di gestazione”, e poco dopo compaiono anche cellule olfattive. Non è solo anatomia: è un piano di apprendimento. Gli studi mostrano che il neonato, nelle prime ore di vita, reagisce selettivamente a stimoli familiari come il volto della mamma, dimostrando che ha già iniziato a “imparare”. 

A partire circa dalle 14 settimane, il feto non è solo reattivo, ma anche attivo: “dirige circa i due terzi dei movimenti verso oggetti presenti nell’utero: il proprio viso, le pareti, il cordone”, scrive Craighero. E questi gesti non sono casuali: sono l’inizio di un percorso di esplorazione, di interazione, di costruzione di un sé in divenire.

La riflessione non è solo scientifica: è anche emotiva. Sapere che il bambino percepisce la voce della mamma ancor prima di nascere, e che reagisce a ciò che sente, invita a pensare la gravidanza come un tempo “da vivere consapevolmente”. Sentimenti, ambiente, esperienze: tutto contribuisce a un microcosmo che mette le basi per la vita psicocognitiva che verrà. Secondo Craighero, “non siamo di fronte a un organismo passivo, bensì a un ‘apprendista’ attivo che inizia a percepire, muoversi e interagire con un mondo filtrato ben prima della nascita”.

Sana alimentazione essenziale già in gravidanza

Ott 25
Scritto da Annamaria avatar

C’è un periodo nella vita di ogni bambino che vale più di tutti gli altri messi insieme: i primi 1000 giorni, dal concepimento ai due anni d’età. È in questa finestra di tempo che si gettano le basi per la salute fisica e mentale futura. E la sana alimentazione gioca un ruolo chiave : è essenziale già in gravidanza.

Secondo gli esperti, le abitudini alimentari della mamma influenzano in modo diretto la crescita del feto e persino il suo metabolismo negli anni successivi. Durante la gestazione, una dieta varia ed equilibrata non serve solo a sostenere il benessere della donna, ma diventa una vera e propria “educazione al gusto” prenatale: il bambino, infatti, percepisce attraverso il liquido amniotico i sapori di ciò che la madre mangia, sviluppando fin da subito una certa familiarità con i cibi sani.

Dopo la nascita, la corretta alimentazione continua a essere determinante. Allattamento materno, svezzamento naturale, introduzione graduale dei diversi alimenti e riduzione di zuccheri e cibi ultra-processati sono passi cruciali per costruire un rapporto positivo con il cibo.

“È nei primi 1000 giorni che si programma la salute del futuro adulto”, sottolineano i nutrizionisti. “Una corretta nutrizione in questa fase aiuta a prevenire sovrappeso, diabete, malattie cardiovascolari e persino alcuni tipi di tumore”.

Le 5 regole d’oro per una sana alimentazione:

  1. Mangiare colorato e stagionale. Frutta e verdura di stagione dovrebbero essere presenti ogni giorno, almeno 5 porzioni, fin dai primi assaggi. I colori nel piatto garantiscono varietà di vitamine e antiossidanti.
  2. Ridurre zuccheri e alimenti industriali. Dolci confezionati, snack, merendine e bevande zuccherate non dovrebbero mai far parte dell’alimentazione quotidiana dei più piccoli.
  3. Privilegiare cereali integrali e proteine di qualità. Pasta, pane e riso integrali, legumi, pesce e carni magre favoriscono uno sviluppo equilibrato e un corretto apporto energetico.
  4. Attenzione al sale. Soprattutto nei primi anni di vita, il palato del bambino non ha bisogno di sapori forti: il gusto si educa alla semplicità.
  5. Buone abitudini in famiglia. I bambini imparano per imitazione: se vedono mamma e papà gustare frutta, verdura e piatti semplici, tenderanno a fare lo stesso. La tavola è il primo luogo di educazione alimentare.

Una corretta alimentazione non è solo nutrimento, ma anche cura, educazione e prevenzione. E investire su di essa sin dai primi giorni di vita significa garantire ai nostri figli il miglior punto di partenza possibile.

Alcol in gravidanza: nessuna dose è sicura

Set 04
Scritto da Annamaria avatar

Alcol in gravidanza? Nessuna dose è sicura. Bere alcol in gravidanza, anche solo un bicchiere, può mettere seriamente a rischio la salute del bambino. Ogni anno nel mondo circa 120mila neonati sviluppano i Disturbi dello Spettro Feto-Alcolico (FASD), con quasi 2.500 casi solo in Italia. Numeri che fanno riflettere: la FASD è infatti la prima causa di disabilità intellettiva nei Paesi ad alto reddito.

Pregnant woman refusing a glass of wine

A richiamare l’attenzione sul tema è la Società Italiana di Neonatologia (SIN), che in occasione della Giornata internazionale di sensibilizzazione sui Disturbi dello Spettro Feto-Alcolico – in programma il 9 settembre, non a caso il nono giorno del nono mese – invita a una riflessione collettiva. “La FASD è totalmente prevenibile con l’astensione dall’alcol durante la gravidanza”, ribadisce la SIN.

Che cos’è la FASD? Sotto questo acronimo rientra un insieme di anomalie fisiche e neurocomportamentali che colpiscono i bambini esposti all’alcol in gravidanza o durante l’allattamento. La forma più grave è la Sindrome Feto-Alcolica (FAS), che può comportare malformazioni facciali, microcefalia, ritardo della crescita e seri problemi cognitivi e comportamentali. Se non diagnosticata precocemente, può portare a conseguenze pesanti in adolescenza e nell’età adulta: scarso rendimento scolastico, difficoltà relazionali, scarsa autonomia.

Nonostante i rischi ormai documentati, molte donne continuano a bere. “Molte future madri sono convinte che un consumo moderato non nuoccia al feto”, avverte il Dott. Luigi Memo, Segretario del Gruppo di Studio di Genetica Clinica Neonatale della SIN.

L’Europa resta il continente con il consumo di alcol più elevato – il doppio della media mondiale – e l’Italia non fa eccezione. Un’indagine del 2020 rivela che il 66% delle donne in età fertile ha assunto alcolici. Ancora più preoccupante: il 15% delle gestanti italiane ammette di aver bevuto durante la gravidanza, con picchi al Centro-Nord, e il dato sale al 18% durante l’allattamento (soprattutto in Toscana ed Emilia-Romagna).

Per fare chiarezza, il Ministero della Salute ha finanziato un progetto biennale affidato all’Istituto Superiore di Sanità, che coinvolgerà reparti di Neonatologia e Ostetricia in tutta Italia. L’obiettivo? Monitorare il consumo di alcol tra le donne in gravidanza, soprattutto tra i 18 e i 24 anni, e raccogliere dati aggiornati sull’incidenza della FASD.

“È necessario superare la tolleranza culturale verso l’alcol, anche tra i professionisti sanitari”, sottolinea il Prof. Massimo Agosti, Presidente della SIN. “L’unica scelta corretta è la totale astensione, già da quando si inizia a pensare a una gravidanza. La FASD è prevenibile al 100% e i medici hanno il dovere di informare chiaramente le donne sui rischi”. Fondamentale, inoltre, la diagnosi precoce per i bambini esposti: solo così è possibile garantire un percorso di cura efficace, che includa supporto medico, neuropsichiatrico, logopedia, fisioterapia e sostegno educativo.

Ricordatelo: anche un solo bicchiere può fare la differenza. Per proteggere i bambini, la strada è una sola: zero alcol in gravidanza e allattamento.

Dimensioni feto

Nov 08
Scritto da Annamaria avatar

Le dimensioni del feto servono a verificare che tutto vada per il meglio in una gravidanza, soprattutto che la salute del bebè sia okay. Nelle prime ecografie il ginecologo calcola le dimensioni del feto basandosi su: 

dimensioni feto
  • la lunghezza corona-groppa (testa-podice CRL); 
  • il diametro bi-parietale; 
  • la circonferenza della testa;
  • la lunghezza dell’omero;
  • la circonferenza addominale;
  • la lunghezza del femore

Le dimensioni del feto sono analizzate in base ai cosiddetti “percentili”, le tabelle messe a punto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Da sottolineare pure che, oltre alla lunghezza, è molto importante il peso, pur non essendo considerato rilevante durante le prime settimane di dolce attesa.

La tabella qui di seguito è uno specchietto per conoscere le dimensioni del feto tenendo conto del suo peso e della lunghezza.

  • 8 settimane: è lungo circa 1 centimetro e pesa 1 grammo
  • 12 settimane: è lungo 6 centimetri e pesa circa 14 grammi
  • 16 settimane: è lungo 12 centimetri e pesa circa 100 grammi
  • 20 settimane: è lungo circa 17 centimetri e pesa circa 275 grammi
  • 24 settimane: è lungo circa 30 centimetri e pesa circa 580 grammi
  • 28 settimane: è lungo circa 38 centimetri e pesa circa 1000 grammi
  • 32 settimane: è lungo circa 41 centimetri e pesa circa 1.600 grammi
  • 36 settimane: è lungo circa 45 centimetri e pesa circa 2.500 grammi
  • 40 settimane: è lungo circa 50-51 centimetri e pesa circa 3.000-3.400 grammi

Rischi alcol in gravidanza per madre e neonato

Set 08
Scritto da Annamaria avatar

Non c’è storia. I rischi dovuti all’alcol in gravidanza per madre e neonato sono altissimi. Lo sottolinea ancora una volta la Società Italiana di Neonatologia.

L’uso di sostanze stupefacenti e alcol nel periodo della gravidanza può avere effetti avversi sulla salute della donna e del feto. Le donne sono a più alto rischio di sviluppare un disturbo da uso di sostanze (DUS) durante il periodo fertile rispetto agli uomini perché, nel fenomeno della “addiction”, esiste una differenza di genere che le rende più suscettibili a passare dall’uso sporadico, all’uso problematico. E, infine, al disturbo da uso di sostanze conclamato.

Il consumo di alcol in gravidanza è comune in molti Paesi e circa il 10% delle donne nella popolazione generale consuma alcol durante la gravidanza (Rapporti ISTISAN 23/3). I rischi per madre e neonato mettono paura. Non essendo stata a tutt’oggi stabilita una dose di alcol sicuramente esente da rischi durante la gravidanza, la Società Italiana di Neonatologia (SIN), in occasione della Giornata mondiale della sindrome feto-alcolica e disturbi correlati, che si celebra il 9 settembre, ribadisce che è opportuno astenersi completamente durante tutto il periodo. 

Il consumo cronico di quantità eccessive di alcol può, infatti, causare seri problemi a madre e neonato. Aumenta il rischio di abortività spontanea, morte intrauterina, sindrome della morte improvvisa in culla, parto pretermine, basso peso alla nascita. Ma, in particolar modo, può essere responsabile dell’insorgenza di difetti dello sviluppo fetale a carico di vari organi e apparati e di disabilità dello sviluppo neurocognitivo infantile. Queste disabilità, conseguenti all’esposizione all’etanolo in utero, sono note come Disturbi dello Spettro Alcolico Fetale (FASD). La FAS, o Sindrome Feto Alcolica, ne è la forma clinica più grave.

Nell’ambito del complesso quadro della FAS, le sostanze alcoliche possono, inoltre, causare la Sindrome da Astinenza Neonatale (SAN). E’ una condizione patologica causata dalla brusca cessazione dell’effetto di queste sostanze, cronicamente assunte dalla madre in gravidanza e trasferite al feto per via placentare.

Sebbene ci siano interventi efficaci per arginare e prevenire i rischi correlati all’alcol, molte donne in gravidanza, in Europa, continuano a bere. Ci sono ancora poche azioni in atto a livello regionale e nazionale. Dai Rapporti ISTISAN 23/3 si evince, infatti, che l’Unione Europea ha i tassi più alti al mondo di FASD, oltre 2,5 volte la media globale.

“Da anni, come Società Italiana di Neonatologia, insieme al Ministero della Salute e all’Istituto Superiore di Sanità, auspichiamo ad aumentare la consapevolezza nelle donne in gravidanza, in età fertile e che stanno programmando una gravidanza, attraverso campagne di comunicazione e prevenzione”, afferma il Dott. Luigi Orfeo, Presidente SIN. “E’ importante, infatti, garantire un’informazione quanto più corretta, immediata ed esauriente possibile. Un’informazione che renda le donne consapevoli. Evitando di esporre loro ed i nascituri ai rischi di danni evitabili, sostenendo uno stile di vita più sano e azzerando il consumo di alcolici”. I rischi per colpa dell’alcol in gravidanza per madre e neonato sono troppi. Rinunciate del tutto a bere.

TORCH test: cos’è

Set 14
Scritto da Annamaria avatar

In gravidanza è vivamente consigliato il TORCH test. Il nome, complicato, fa sì che molte si possano chiedere: Cos’è?. Semplice. E’ un esame che aiuta a determinare se la futura mamma soffra di qualche patologia che potrebbe trasmettere al bambino, tra le quali la toxoplasmosi, l’infezione da virus dell’immunodeficienza umana (HIV), la rosolia e l’herpes simplex. (altro…)

Parto con ventosa

Nov 05
Scritto da Annamaria avatar

Il parto con ventosa viene ancora fatto, anche se non è molto diffuso. E’ una pratica preferibile al forcipe o al parto cesareo. Serve per facilitare l’uscita dal canale vaginale del bambino, si usa una ventosa che è a forma di una coppetta, fatta in modo che possa aderire alla testa del bebè. (altro…)

Cantare in gravidanza

Ago 29
Scritto da Annamaria avatar

Cantare in gravidanza regala moltissimo benefici, anche se si è stonate come delle campane. Sono tante le ricerche che hanno dimostrato quanto far ‘lavorare’ l’ugola faccia bene. 

Cantare in gravidanza riduce la produzione di cortisolo, l’ormone dello stress, e di citochine infiammatorie, potenzia il sistema immunitario, favorisce la respirazione guidata, regolando così l’attività del nervo vago, che serve pure alle regolazione emotiva, migliora l’umore. Non solo. (altro…)