Ascoltare la musica coi bambini utile e bello
In un mondo dove mille schermi e mille stimoli competono per attirare l’attenzione dei più piccoli, c’è qualcosa di antico e semplice che resta potentissimo: la musica. E mentre a Sanremo si celebra l’arte dei grandi interpreti, gli esperti ricordano che “l’ascolto della musica è un alleato per la crescita dei bambini: ha un impatto positivo sulle capacità cognitive, emotive e sociali”. Ascoltare la musica con i bambini è quindi utile e bello, come sottolineato in un articolo dell’Adnkronos.
Non è una moda passeggera né un consiglio da mamma nostalgica: sono i medici e gli studi a dirlo. Il cervello dei bambini è particolarmente ricettivo agli stimoli musicali fin dalle fasi di sviluppo, tanto che ascoltare canzoni insieme, ballare, cantare ninnananne o semplicemente seguire un ritmo con le mani può cambiare davvero qualcosa.
Pensare alla musica come a un semplice sottofondo sarebbe riduttivo. Non si tratta solo di un passatempo piacevole: “Non si tratta solo di un passatempo piacevole, ma di un vero e proprio strumento di apprendimento che produce effetti duraturi”. Se già nei primi mesi di vita i neonati reagiscono ai suoni, crescendo cominciano a memorizzare, cantare e scegliere le loro melodie preferite.
Ogni fascia d’età ha il suo modo di vivere la musica: nei primi sei mesi il canto dei genitori può diventare quasi colonna sonora della quotidianità, tra pappa e cambio pannolino; dopo il primo anno si possono introdurre giochi, balli e piccoli strumenti; più avanti, i bambini iniziano a riconoscere i brani, a esplorare melodie e ritmi e… forse a farci vedere chi ha davvero il ritmo migliore in casa.
E non è solo questione di divertimento: la musica stimola i due emisferi cerebrali, contribuendo allo sviluppo di funzioni linguistiche, memoria, attenzione e capacità spaziali — tutte abilità che torneranno utili anche nello studio e nella vita quotidiana.
Un dettaglio curioso? Chi ama davvero un certo tipo di musica la beneficia di più: non esiste un “genere perfetto” per tutti, ma la musica che si ama — che sia Mozart, una canzone pop o una ninna nanna inventata sul momento — può diventare un ponte di emozioni, linguaggio e sviluppo tra genitori e figli.
Non serve diventare maestri di musica o riempire la casa di strumenti costosi. È sufficiente cantare, ballare, seguire insieme un brano che piace e osservare le reazioni dei bambini. È un modo semplice e naturale per rafforzare legami, stimolare curiosità e dare a ogni giornata una colonna sonora che fa davvero bene al cuore…e alla mente.
I bambini “Nati per la musica”
I bambini sono “Nati per la musica”. Lo sottolinea un programma italiano per la diffusione della musica da 0 a 6 anni che porta proprio questo nome. E’ promosso dall’Associazione Culturale Piediatri – ACP, in collaborazione con il centro per la Salute del Bambino – CSB.
Nati per la musica. I bambini dovrebbero ascoltarla appena aprono gli occhi verso il mondo che li circonda. Perché fa bene. Come si legge nel Manifesto di “Nati per la musica”, “può aumentare anche le competenze del bambino in attività non musicali, come la capacità comunicativa e le funzioni cognitive di base necessarie per svolgere compiti non musicali, inoltre promuove senso critico ed estetico, educazione alle emozioni e alla creatività”. Lo precisa il Corriere della Sera che parla del programma.
Gli effetti sono molteplici su i bambini:
1. Interagire musicalmente fin dai primi anni di vita favorisce lo sviluppo delle abilità di interazione e comunicazione
2. L’esperienza musicale sviluppa l’attenzione, la memoria e il linguaggio
3. Condividere esperienze musicali promuove la socialità
4. Il bambino coinvolto in maniera attiva e positiva in un contesto musicale impara con piacere, crea e inventa ed è motivato all’apprendimento
5. Tra le attività musicali, il canto è particolarmente utile a promuovere lo scambio comunicativo tra genitore e bambino e favorisce la sintonizzazione affettiva nelle prime fasi della vita
6. La musica fatta da bambini è utile durante tutto il corso della vita
Consigli utili per genitori
1. Rispettare un’ecologia sonora negli ambienti domestici riducendo per quanto possibile i rumori costanti e invasivi (es. televisione di sottofondo)
2. Valorizzare il canto spontaneo del bambino, le sue capacità di produrre suoni con vari oggetti e il suo movimento in presenza della musica
3. Incoraggiare la sua curiosità spontanea verso gli oggetti e strumenti che producono suoni
4. Mettere a disposizione del bambino e favorire l’esplorazione di una vasta gamma di oggetti (anche d’uso quotidiano) che producono suoni: oggetti che si scuotono, che si battono, che si sfregano
5. Trovare momenti nella giornata (anche brevi) in cui ascoltare la musica e cantare insieme al bambino
6. Evitare che il bambino ascolti solo la musica “per bambini”, e proporre una buona varietà musicale
Travaglio in musica
Nei giorni in cui Sanremo impazza, torniamo a parlare dl ‘travaglio in musica’. Sì, perché sono molti gli studi che hanno dimostrato come le sette note abbiamo un effetto positivo durante il parto. Aiutano a ridurre lo stress. Il travaglio in musica dà in questo modo una grande mano a provare meno dolore alla donna che sta per veder nascere il proprio bambino.
Il travaglio in musica fa bene anche al rapporto madre-figlio, salda maggiormente il legame in un momento topico e importantissimo. In alcuni ospedali italiani, le sale travaglio-parto sono dotate di impianto di filodiffusione, proprio perché la musica aiuta la mamma a distendersi e a recuperare le energie. Se nel vostro non ci fosse, potrete chiedere di portare con voi il vostro device per ascoltarla in cuffia.
Il travaglio in musica deve avere una propria colonna sonora, una playlist di brani che piacciono. “Non ci sono ‘ricette’ universali, brani che rappresentano la risposta ‘giusta’ per tutte le donne. Ogni futura mamma dovrà trovare la propria musica, quella che la fa star bene, che le regala emozioni positive. Spesso le canzoni più indicate sono proprio quelle che, quasi senza accorgersene, si ritrova a canticchiare durante la giornata”, spiega Alessandra Auditore, musicista, musicoterapista. La responsabile del Centro di musicoterapia pre e post natale La Culla Musicale di Genova al Corriere precisa: “Per questo i primi brani da prendere in considerazione sono proprio quelli che piacciono, indipendentemente dal genere. Così, per esempio, se la futura mamma ha sempre amato cantautori italiani e genere rock, non dovrà escluderli a priori, in favore, magari di un autore classico che non evoca in lei le stesse sensazioni di benessere”.
“La playlist preparata nell’attesa fa parte della storia della mamma e del suo bambino”, aggiunge Alessandra Auditore. “Ascoltandola, non solo la donna ritrova melodie note, ma ha l’opportunità di rivivere momenti di benessere legati alla scelta e all’ascolto dei brani. Secondo i ritmi scelti, la musica può favorire il rilassamento oppure regalare una sferzata di energia per affrontare eventuali momenti di stanchezza durante il travaglio”.
Partorire con la musica
Partorire con la musica può essere un’esperienza unica, terapeutica e di grande passione. Livia Di Corato aiuta le mamme così, con il progetto Alma Musica, un percorso di musicoterapia importante, che lei stessa ha sperimentato durante i travagli avuti per i due figli. (altro…)
Gravidanza: musica anti stress
Bambini, musica: quando iniziare
Quando iniziare a far studiare musica ai bambini? I piccoli sin dalla più tenera età sono affascinati dagli strumenti, ma a che età sarebbe meglio farli cominciare?
Se vogliono studiare musica, i bambini devono essere indirizzati e bisogna capire quando è meglio iniziare. Se si desidera che il piccolo si apra verso questo tipo di arte, sarà bene spiegargli sin da subito che deve farlo con cura e dedizione. Quando iniziare quindi con la musica? I bambini dovrebbero farlo a 5 anni: si possono raggiungere risultati notevoli se studia tra i 5 e i 12 anni, ovvero in età scolare.
E’ chiaro che per i bambini sarà pressoché impossibile suonare strumenti che necessitano di una determinata ‘stazza fisica’, come il contrabbasso, l’arpa, il trombone e così via. Di solito si inizia quasi sempre suonando il pianoforte o la chitarra. (altro…)
Musica in gravidanza: cosa ascoltare
In gravidanza le sette note fanno bene. Musica, certo, ma cosa ascoltare? Perché non tutti i generi sono l’ideale…
La musica ha un potere terapeutico sempre, in gravidanza ancor di più. Già saprete che gli effetti di note e accordi musicali, del ritmo e delle successioni sonore, sono manna dal cielo per la nostra psiche, per un equilibrio emotivo ottimale, per l’autostima, per il benessere in toto. Pensate un po’, lo sono pure per la crescita del bambino. I suoi effetti sono pazzeschi, quasi magici, anche sul feto che portiamo nel ventre. Rimane però una domanda: cosa ascoltare? (altro…)
30 canzoni da ascoltare durante il parto
Quali sono le canzoni da ascoltare durante il parto. Spotify pensa siano 30 e ha fatto una playlist per chi è in dolce attesa e sta per dare alla luce il proprio bebè.
La Birthing Playlist contiene le 30 canzoni da ascoltare durante il parto. “La nuova playlist ufficiale di Spotify comprende brani come ” Under Pressure “, “Dont’ Panic ” dei Coldplay e “Fruits of My Labor” di Lucinda Williams. La playlist rispecchia l’esperienza del parto, partendo da canzoni che sono lente e morbide, passando a quelle dal ritmo forte per quando è il momento di spingere, e concludendo con “Unaccompanied Cello Suite #1” di Bach eseguita dal leggendario Yo-Yo. Ma per i primi attimi in cui le donne incontrano i loro piccoli “, hanno spiegato. (altro…)