Alimenti e salute: nuovo glossario
Molti termini di uso comune mettono in relazione alimenti e salute, ma spesso in maniera approssimativa. Cosa sia un alimento spazzatura lo possiamo intuire, ma il nuovo Glossario FeSIN (Federazione delle Società Italiane di Nutrizione), dal titolo “Alimentazione e Nutrizione in parole”, chiarisce diversi concetti.

In primo luogo, che “alimento spazzatura” è un termine non scientifico, usato nel linguaggio comune per indicare un alimento che per la sua composizione e/o modalità di preparazione è in evidente contrasto con i criteri di una sana alimentazione. E quindi chiarisce che gli effetti negativi di un alimento spazzatura sullo stato di salute dipendono dalla sua composizione, dalla quantità e dalla frequenza di consumo, e dal tipo di dieta in cui è inserito.
Ugualmente, molti termini che descrivono componenti e categorie di alimenti sembrano ben noti, ma il Glossario fornisce maggiori, importanti spiegazioni. Ad esempio, che l’alcol etilico (o etanolo) è il prodotto della fermentazione di zuccheri e amidi e che, pur fornendo un apporto energetico pari a circa 7 kcal/g, è privo di funzioni strutturali o regolatorie per l’organismo. Inoltre, il Glossario specifica che l’alcol etilico viene assorbito rapidamente a livello gastrointestinale, alterando il metabolismo di macro- e micronutrienti, la funzione del sistema nervoso centrale e di vari organi e apparati e, molto importante, che è contenuto nelle bevande alcoliche, il cui consumo non viene raccomandato.
Il nuovo strumento redatto dalla FeSIN permette anche di discriminare tra parole simili. Ad esempio, prendendo in esame i termini che si riferiscono a dichiarazioni ed etichette, permette di distinguere l’etichetta dell’alimento (Qualunque testo, marchio commerciale o di fabbrica, segno, immagine o altra rappresentazione grafica scritto, stampato, stampigliato, marchiato, impresso in rilievo o a impronta sull’imballaggio o sul contenitore di un alimento o che accompagna tale imballaggio o contenitore), dalla etichetta nutrizionale, che è l’insieme di informazioni presenti sulla confezione di un prodotto alimentare, relative al valore energetico e al contenuto in macro e micronutrienti.
Il Glossario mette anche in risalto che entrambi i tipi di etichetta sono regolati da normative europee. Diversa, poi, è l’etichettatura fronte pacco, ossia l’insieme di informazioni nutrizionali semplificate sul fronte delle confezioni alimentari che mira ad aiutare i consumatori nelle loro scelte alimentari. Può trattarsi di una ripetizione parziale delle informazioni contenute nella etichetta nutrizionale (per esempio, il valore energetico da solo o insieme alle quantità di grassi, grassi saturi, zuccheri e sale), o può fornire informazioni aggiuntive sulla qualità nutrizionale complessiva dell’alimento, mediante simboli, lettere, codici, colore o altri formati grafici.
Si parla molto della necessità di seguire una dieta corretta, strumento fondamentale per mantenere uno stato ottimale di salute e benessere, ma raramente ci si sofferma a considerare che essa si basa sui fabbisogni nutrizionali. E anche in questo caso viene in aiuto il Glossario, spiegando che il fabbisogno nutrizionale è l’apporto di energia o di un nutriente necessario per soddisfare le esigenze metaboliche, garantire crescita e sviluppo, preservare l’integrità anatomica e funzionale dell’organismo, promuovere la salute e il benessere dell’individuo. Tiene conto delle necessità legate all’attività fisica ed alle differenti condizioni fisiologiche e patologiche.
Quindi, soddisfare i fabbisogni nutrizionali permette di mantenere un buono stato di nutrizione. Ma se non ci alimentiamo correttamente, cosa può accadere? Il Glossario aiuta a capirlo definendo i termini legati allo stato di nutrizione e sue alterazioni.
Ad esempio malnutrizione per difetto, ossia la sindrome clinica multifattoriale conseguente ad apporti di energia e/o nutrienti insufficienti, per periodi protratti di tempo, rispetto alle necessità dell’individuo. Causa significative alterazioni strutturali, metaboliche e funzionali dell’organismo, con conseguenti effetti negativi su crescita, sviluppo, integrità anatomica e funzionale dell’organismo, stato di salute e benessere psicofisico. Ugualmente, il Glossario definisce alcune sindromi e malattie, e termini relativi alla diagnosi nutrizionale, per permettere di orientarsi anche a chi non è esperto.
Nel Glossario, trovano spiegazione termini specifici quali sarcopenia, la sindrome clinica caratterizzata dalla perdita di massa muscolare, forza muscolare e funzione motoria. Si distingue in primaria, dovuta all’invecchiamento, e secondaria, dovuta alla presenza di patologie. Ma sono descritti anche termini più generali come malattie dismetaboliche, patologie caratterizzate da una alterazione del metabolismo che può essere causata da fattori differenti, tra i quali fattori genetici, stile di vita, condizioni mediche preesistenti, ecc. Includono, tra le altre, il diabete mellito, l’obesità, le dislipidemie e la sindrome metabolica. Nel caso di alterato funzionamento di una via metabolica specifica, spesso di origine genetica, si parla di malattie metaboliche ereditarie.
Infine, vengono definiti termini legati alle differenti aree della Alimentazione e Nutrizione umana, sia quelle di più recente sviluppo quali la nutrigenetica (studio delle variazioni del patrimonio genetico di un individuo (polimorfismi) che possono influenzare le risposte ai componenti della dieta. È alla base della nutrizione personalizzata o nutrizione di precisione), sia quelle più note come la dietetica (applicazione dei principi della nutrizione umana per la valutazione dell’adeguatezza nutrizionale della dieta e la formulazione di schemi alimentari da utilizzare in condizioni fisiologiche e patologiche).
Dalla A alla Z, attraversando diverse aree scientifico-culturali, il Glossario FeSIN propone 200 nuove definizioni per orientarsi tra alimentazione, nutrizione e salute, per una più corretta e univoca comunicazione e comprensione tra esperti, ma anche di facile utilizzo, per la popolazione, le industrie alimentari, gli editori scolastici, i giornalisti, i social, ecc.
La seconda edizione del Glossario Alimentazione e Nutrizione in Parole è il frutto del lavoro di oltre due anni di un gruppo di esperti delle quattro Società Scientifiche Federate FeSIN, la Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU), la Società Italiana di Nutrizione Pediatrica (SINUPE), la Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione (SISA) e l’Associazione Scientifica Alimentazione, Nutrizione e Dietetica (ASAND), ed il contributo dell’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI) e della Società Italiana di Nutrizione Artificiale e metabolismo (SINPE), che avevano partecipato alla prima edizione. È disponibile, gratuitamente, dai siti internet della FeSIN e delle società federate.
Nutrizione bambini: errori dei genitori
Di nutrizione bambini torna a parlare Valter Longo, autore di La nutrizione inizia da bambini. Ne ho già parlato, è libro tutto da colorare su alimentazione sana ed esercizio fisico, elaborato secondo i principi della longevità dalla Fondazione Valter Longo. L’organizzazione non-profit fondata dal Professor Longo nel 2017 ha l’obiettivo di promuovere uno stile di vita salutare e abitudini alimentari che possano rallentare e contrastare l’insorgenza di importanti patologie correlate all’avanzare dell’età. Il volume è pubblicato da ElectaKids, con le illustrazioni di Manuela Lupis. L’esperto a Vanity Fair parla anche degli errori dei genitori.
Quando gli si domanda quali siano gli errori più comuni dei genitori nella nutrizione dei bambini, Longo spiega: “Ce ne sono tanti, uno per esempio è dare ai figli troppe proteine: spesso i bambini, nelle varie fasce di età, mangiano oltre due volte il fabbisogno di proteine raccomandato da tutte le società pediatriche nel mondo. Il genitore non se ne rende proprio conto: i figli mangiano carne a scuola, poi tornano a casa e rimangiano carne, magari con le medesime porzioni dell’adulto, sebbene il fabbisogno quotidiano di proteine sia di 1 grammo per chilo”.
“Significa che se un genitore pesa 60 chili e il bambino 20, la porzione di carne di quest’ultimo dovrà essere un terzo rispetto all’adulto. Capita invece che in un solo pasto le quantità necessarie siano già triplicate. Se poi si offrono proteine al mattino e proteine alla sera, questo è disastroso”, chiarisce ancora il professore.
Longo spiega ancora: “Perché le proteine controllano alcuni fattori di crescita e – stando a studi recenti – controllano anche l’insulinoresistenza. Quindi gli stessi processi che rendono poi il bambino sovrappeso-obeso. Si pensa che la proteina renda più magr. In realtà la proteina può contribuire a rendere più grassi perché, creando appunto insulinoresistenza, mette il corpo umano in una modalità di conservazione dei grassi secondo la logica biologica ‘ho molto proteine, ho molte calorie, adesso le metto da parte in forma di grasso perché mi serviranno in un periodo più magro’”.
Gli errori dei genitori nella nutrizione dei bambini non finiscono qui: “Ci sono altre quattro ‘P’ da tenere d’occhio: pasta, pane, pizza e patate, che insieme alle proteine riassumono i problemi centrali della dieta del bambino. Il punto è che, con l’idea della dieta mediterranea, i genitori eccedono con l’offerta di questi alimenti, sia la mattina che la sera, e un bambino che si muove molto poco e segue quotidianamente questa alimentazione ovviamente non brucerà mai tutte le calorie in eccesso”.
“Non dico che non si debbano mangiare le quattro ‘P’. Dico però che non se ne dovrebbero mangiare più di quanto si brucia. Vanno benissimo per bambini pizza e patate. Ma se al giorno si consumano tra le 1.500 e le 2000 calorie e se ne assumono abitualmente 200 in più, ogni 30 giorni ci saranno circa 6000 calorie in più. Quindi circa mezzo chilo di grasso. Ed è così che una persona diventa sovrappeso”, sottolinea l’esperto.
Stando a Longo ci sono alimenti che bisognerebbe reintrodurre nella dieta dei piccoli: “Sì, ci sono, e anche per questo siamo arrivati quasi al 50% di soggetti sovrappeso-obesi in Italia seguendo gli americani che sono al 75%! Abbiamo dimenticato quasi del tutto anche la vera dieta mediterranea, che ormai non segue quasi più nessuno. E che comunque non basta”.
“I genitori sbagliano perché a casa non c’è più il minestrone fatto cinque volte alla settimana – prosegue – Quello era il giusto modo di mangiare. Magari versioni diverse di minestrone. Un giorno con pasta e ceci, un giorno con pasta e fagioli, un giorno con riso e lenticchie. Amidi, legumi e per metà, se non due terzi, verdure. Perché 50, 60 o 70 anni fa la povertà obbligava a mangiare in questo modo. Adesso non si fa più per varie ragioni, che non sono soltanto quelle del benessere. Spesso sono proprio le persone più povere, in Italia, a mangiare peggio, adottando una dieta ricca di zuccheri e cibi ultra processati”.
Colazione bambini in estate
Molte volte si va di corsa e quindi la si salta: è sbagliatissimo, soprattutto quando si parla di bambini. La colazione in estate è ancora più fondamentale. “La colazione è un pasto essenziale nell’arco della giornata e si può definire il pasto più importante perché consente di fornire il substrato energetico che il bambino avrà per tutta la giornata e la regolazione dell’appetito nei pasti successivi”, spiega la dottoressa Pilar Nannini al Corriere della Sera.

La pediatra specializzata in Nutrizione Infantile aggiunge: “Quindi anche soprattutto in estate è importante non saltare la colazione ma avere delle abitudini nutrizionali adeguate, anche fin dall’età dell’introduzione dell’alimentazione complementare, in gergo chiamata svezzamento. Saltare la colazione tende infatti a portare i bambini a esagerare con snack fuori pasto e con l’eccessiva assunzione di alimenti dolci”. La colazione in estate, perciò, va sempre fatta.
Cosa dara ai bambini per colazione in estate? “Nella nostra tradizione siamo abituati a offrire ai bambini colazioni caratterizzate dall’offerta di alimenti dolci. Ma è necessario stare attenti a non fornire un eccesso di zuccheri semplici a discapito di altri importanti nutrienti”, chiarisce il medico. “Iniziare la giornata con della frutta di stagione consente al bambino già di assumere vitamine, sali minerali e fibre è una buona dose di liquidi, perché fortunatamente la frutta di stagione estiva è molto ricca di acqua, ad esempio l’anguria ne contiene il 95%, il melone 94%, la pesca il 90%”, sottolinea la pediatra.
Non dimenticare mai le proteine: “Non solo latte o yogurt. Possiamo sdoganare altri alimenti meno noti, come per esempio l’hummus di ceci o di legumi, una ricotta da spalmare sul pane, una robiola. Yogurt vegetale come ad esempio quello di soia, oltre al consueto latte o yogurt. Vanno evitati il più possibile, invece, i salumi, per i loro effetti negativi. Infatti la società italiana di pediatria (SIP) ne raccomanda un consumo molto limitato. Tra i carboidrati, è meglio scegliere i carboidrati complessi come pane integrale, oppure pane costituito da farine special. Ad esempio come quella di farro o di quinoa, pane ai cinque cereali. Oppure pane ai semi, in modo che possano costituire una riserva energetica a lento rilascio durante la giornata”.
I bimbi devo assumere anche “grassi buoni”: “Come, ad esempio, piccole porzioni di frutta secca, in granola. Oppure in polvere finissima da poter aggiungere allo yogurt, oppure al latte, oppure una fetta di pane con una crema spalmabile ad esempio di arachidi, o nocciole”.
Bambini e dieta vegana
Bambini e dieta vegana per molti fanno a cazzotti. Per molti i piccoli non devono alimentarsi così, neppure con la semplice vegetariana. Claudia Veronica Carletti, nutrizionista che opera presso l’IRCCS Materno Infantile Burlo Garofolo, chiarisce a Fanpage.

Si può dare una dieta vegana o vegetariana ai bambini e non si rischia? “Sì se ben integrate. Ovviamente le due diete si differenziano. Se la vegetariana potrebbe non aver bisogno di integrazioni, quella vegana invece necessita per forza che bimbi o adulti integrino la vitamina B12. Poi è molto importante che la dieta sia sana, ricca di micro e macro nutrienti, carboidrati, proteine, verdure. E che per integrare i grassi si utilizzino semi e frutta secca”, dice l’esperta.
Si può iniziare sin dallo svezzamento: dieta vegana e bambini non sono poi così distanti. “A prescindere dal tipo di nutrimento che si scelga per il proprio bambino, non si può prescindere da un tipo di alimentazione responsiva. Ossia che metta al centro l’osservazione di come il bambino risponde. Soprattutto quando il genitore decide che il piccolo è pronto ad iniziare a mangiare cibi solidi, deve osservare se il bimbo è pronto. Se non apre la bocca, non mastica evidentemente non lo è e non va forzato” spiega la Carletti.
“Poi ovviamente bisogna essere preparati, ma generalmente i genitori che decidono di alimentare i propri figli con dieta vegana o vegetariana lo fanno perché già loro stessi seguono questa dieta. E quindi sono già formati sui livelli nutrizionali di queste alimentazione. Se così non fosse è molto importante avere un confronto con dietisti e nutrizionisti formati in questo campo. Perché ci sono un po’ di regole da seguire”, aggiunge la nutrizionista.
“Ci tengo a dire che però si può far male ai bambini anche con l’alimentazione onnivora, eccedendo con alimenti molto grassi come junk food, o con i cibi zuccherati. Abbiamo tanti bambini che mangiano dieta onnivora e mostrano percentuali di obesità pericolose. Le conoscenze sono fondamentali in tutte le diete insomma, se non si vuole fare del male ai bambini”, chiarisce ancora Carletti.
Frutti da mangiare con la buccia
Non tutti lo sanno: ci sono dei frutti che, puliti a dovere, sarebbero assolutamente perfetti così: da mangiare con la buccia. Noi spesso la buttiamo, così facendo eliminiamo la parte più pregiata dal punto di vista nutrizionale. Dovremmo insegnarlo anche ai nostri figli!
Quali sono i frutti da mangiare con la buccia? Uno su tutti: l’arancia. Contiene infatti addirittura il doppio delle vitamine rispetto alla polpa. Il problema è che è amarognola. Per risolvere il problema, la si può grattugiare sull’insalata, ad esempio, così da regalarle un sapore leggermente diverso.
L’altro tra i frutti da mangiare con la buccia è la mela: contiene vitamina A, vitamina C e potassio. La vitamina K è presente quattro volte di più rispetto alla polpa. Qui non ci sono problemi di sorta: basterà addentarla e il gioco è fatto.
Anche la buccia del kiwi non va gettata via: ha il doppio di fibre rispetto alla polpa. Basterà abituarsi a mangiar tanti kiwi così. Lo stesso vale per la banana, che, non vi stupite, è buona con la buccia ed è maggiormente benefica.
Parlando non di frutti ma di tuberi, sappiate pure che la buccia delle patate è ricchissima: contiene ferro, magnesio, calcio e vitamina B6. Nella buccia c’è ben il 90% del ferro contenuto in tutto il tubero. E cucinarla senza eliminarla si può: io lo faccio sempre ad esempio.
Pancia gonfia: cibi da evitare
La pancia gonfia per noi mamme è un problema, quando non c’è una gravidanza di mezzo, ci si chiede quali sono i cibi da evitare per sconfiggere il tanto odioso gonfiore addominale, sognando un addome ‘piattissimo’.
La dieta deve essere sana e bilanciata, come sottolineano continuamente gli esperti, la pancia gonfia si può combattere, conoscendo i cibi da evitare diventa tutto più semplice. Preferire pesce, ortaggi drenanti e frutti ricchi di enzimi digestivi, al posto di fritti, snack e bibite gassate, avere accortezza nel mangiare legumi, frutta e verdura, dare importanza al tempo di masticazione, o rinunciare a porzioni abbondanti sono tutti consigli utilissimi. (altro…)
Dieta vegana in gravidanza
E’ possibile conservare la propria dieta vegana, un’alimentazione vegetale al 100 per cento, in gravidanza: sì, ma ci sono elementi che non possono mancare. Deve essere ben pianificata e prestare una particolare attenzione ai nutrimenti critici.
La dieta vegana in gravidanza è possibile, fin dal concepimento e per tutta la durata della gestazione, fino al compimento di un anno d’età del bambino, ma alcuni alimenti non possono mancare. Le linee guida ci possono dare una mano. (altro…)
Alimentazione post parto
L’alimentazione post parto, per eliminare il peso in eccesso, diventa cruciale per molte donne che desiderano tornare in forma top. Molte famose, come Costanza Caracciolo, ex velina, moglie di Bobo Vieri, si affidano al nutrizionista Sacha Sorrentino.
La showgirl 30enne dopo aver messo al mondo la sua secondogenita Isabel lo scorso 25 marzo, ha già recuperato seguendo i consigli sull’alimentazione post parto del biologo nutrizionista, esperto in integrazione sportiva. Ecco alcuni consigli dell’esperto. (altro…)

Scritto da Annamaria e postato in