Scuole aperte anche in estate? La rivoluzione
In Emilia-Romagna sta per partire un esperimento che potrebbe davvero cambiare il modo in cui immaginiamo la scuola in Italia. In 42 Comuni della regione, dal 31 agosto al 14 settembre, gli istituti scolastici resteranno aperti anche prima dell’inizio ufficiale delle lezioni, accogliendo bambini dai 6 agli 11 anni con laboratori culturali, attività sportive, musica, giochi e momenti di socializzazione. E se fosse seguito da tutte le regioni? Le scuole aperte anche in estate potrebbero essere la piccola-grande rivoluzione che tutti si auspicano.

Non si tratta di “lezioni anticipate”, ma di un progetto completamente diverso, pensato per trasformare la scuola in uno spazio aperto alla comunità, vivo anche durante l’estate. A organizzare le attività saranno educatori esterni e professionisti del terzo settore, mentre i Comuni potranno gestire il tutto in autonomia, adattandosi alle esigenze del territorio e alle possibilità concrete delle strutture.
La Regione Emilia-Romagna ha investito 3 milioni di euro nell’iniziativa e il presidente Michele De Pascale ha già spiegato che l’obiettivo è ampliare progressivamente il progetto fino a coinvolgere tutte le scuole del territorio tra il 2027 e il 2028. Un piano che segue quello già avviato a gennaio con “Scuole aperte”, dedicato agli studenti delle medie e superiori con attività extracurriculari all’interno degli istituti.
L’idea di fondo è semplice, ma potentissima: aiutare le famiglie in un periodo spesso molto complicato, anche dal punto di vista economico, e allo stesso tempo offrire ai bambini occasioni di crescita, incontro e apprendimento. E se questo modello venisse seguito anche dal resto delle regioni italiane, le conseguenze potrebbero essere enormemente positive.
Per moltissimi genitori, infatti, le settimane tra la fine dei centri estivi e la riapertura delle scuole rappresentano un vero problema organizzativo. Le ferie spesso sono finite, il lavoro ricomincia a pieno ritmo e non tutti possono contare su nonni disponibili o babysitter. Avere scuole aperte con attività strutturate significherebbe alleggerire concretamente il peso che ogni estate ricade sulle famiglie.
Ma non sarebbe importante solo per gli adulti. Anche per i bambini potrebbe rappresentare una piccola rivoluzione. Oggi l’estate rischia spesso di trasformarsi in lunghissime giornate davanti a tablet, smartphone e televisione, soprattutto per chi resta in città. Ritrovare invece gli amici, fare sport, partecipare a laboratori creativi e vivere la scuola in modo più leggero e libero aiuterebbe tantissimo anche sul piano emotivo e relazionale.
C’è poi un altro aspetto fondamentale: le disuguaglianze. Non tutti i bambini durante l’estate hanno accesso alle stesse opportunità. C’è chi viaggia, frequenta campus, corsi e attività, e chi invece trascorre mesi senza stimoli. Progetti come questo potrebbero offrire occasioni educative anche a chi normalmente non potrebbe permettersele, trasformando la scuola in un vero presidio sociale e culturale.
E forse la parte più interessante è proprio questa: l’idea di una scuola diversa. Non solo luogo di verifiche, interrogazioni e compiti, ma spazio aperto, creativo, inclusivo. Un posto dove stare bene anche fuori dall’orario tradizionale e dove imparare possa significare anche giocare, socializzare, sperimentare. L’Emilia-Romagna sta facendo il primo passo. E se il resto d’Italia decidesse di seguirla, la scuola potrebbe davvero diventare qualcosa di molto più vicino alla vita reale delle famiglie di oggi.
Prevenzione DCA nelle scuole
Oggi è stato presentato il documento con le linee guida per la prevenzione dei DCA, disturbi del comportamento alimentare, nelle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado e nelle università. Questo documento è stato redatto da Animenta e foodNet, si tratta di una proposta concreta in ambienti in cui gli interventi sono spesso assenti nonostante l’urgenza dei casi.
La prevenzione dei DCA nelle scuole è diventata di primaria importanza. Fino a un decennio fa si manifestava tra i 15 e i 19 anni. Ora l’età si è pericolosamente abbassata. Si parla di ‘baby anoressia’. E colpisce bambini tra gli 8 e gli 11 anni. La diagnosi precoce diventa così basilare durante l’infanzia e la preadolescenza per poter fare qualcosa subito.
Le linee guida per la prevenzione dei DCA nelle scuole sarebbero condotti da operatori formati. Insegnanti ed educatori avrebbero nelle loro mani strategie utili per poter immediatamente comprendere i segnali di comportamenti ‘strani’.
Generazione Magazine a tal proposito scrive: “Il concetto di prevenzione è collegato a quello di ‘Promozione della Salute’ definito dall’OMS, dunque ‘il dare alle persone i mezzi per diventare più padroni della propria salute e per migliorarla’. La scuola è tra i luoghi in cui sostenerla. E’ necessaria, per questo, la collaborazione tra il sistema scolastico e sanitario. Con la legge n.162 del 1990, il Ministero della Pubblica Istruzione si è impegnato nel sostegno dell’educazione alla salute e all’educazione alimentare nelle attività didattiche. Oggi, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, Animenta e FoodNet hanno presentato le linee guida adottabili dalle scuole per la prevenzione dei DCA”.
E ancora: “L’intento comune vede lo sviluppo di competenze trasversali per la protezione dei soggetti più vulnerabili. Promuovendo l’accettazione di sé e favorendo il riconoscimento di indicatori per interventi tempestivi nella cura dei DCA in ogni fase evolutiva grazie al continuo confronto con professionisti, verrebbero ridotti i costi della spesa sanitaria nazionale. Egarantiti gli esiti favorevoli delle terapie. I progetti di prevenzione presentati formeranno gli insegnanti tramite operatori specializzati”.
“Nelle scuole primarie, gli interventi avvengono in aula – spazio familiare – con la presenza di un osservatore garante dell’inclusione di ogni alunno. Le scuole secondarie di primo e secondo grado devono munire genitori e insegnanti degli strumenti idonei a percepire i corpi, spesso canali di espressione emotiva di ragazzi e ragazze. Con la peer education, i giovani diventano gli stessi ideatori dei progetti. Le università, invece, sono ottimali per trasmettere informazioni più dettagliate anche a chi, probabilmente, si ritroverà ad affrontarle professionalmente”, continua.
E conclude: “Data la complessità, i DCA vanno affrontati con cautela, evitando concetti stigmatizzanti come riferimenti a diete restrittive, calorie degli alimenti, peso e BMI, immagini di corpi impattanti, riferimenti alle ore di attività fisica per il consumo di determinate calorie. Il diritto alla salute passa anche attraverso la cura dei luoghi abitati dai corpi, come la scuola”.
Covid, ok test salivari molecolari per scuole
Il Covid deve essere messo a tappeto e col vaccino tanta strada è stata fatta. Ora il ministero della Salute dice ok ai test salivari molecolari per scuole, Rsa e sanitari. Lo screening è basilare per tenere il virus all’angolo.
La circolare che arriva dal ministero dà l’ok ai test salivari molecolari anti Covid per le scuole. Possono essere usati “nell’ambito di attività di screening in bambini coinvolti nel Piano di monitoraggio della circolazione di Sars-CoV-2 in ambito scolastico, per lo screening dei contatti di caso in bambini anche se la scuola non fa parte del Piano di monitoraggio, in operatori sanitari e socio-sanitari nel contesto degli screening programmati in ambito lavorativo o in individui (sintomatici o asintomatici) fragili con scarsa capacità di collaborazione (ad esempio anziani in Rsa, disabili, persone con disturbi dello spettro autistico)”. (altro…)
Scuola: torna la DAD
A distanza di un anno, pur con l’arrivo dei vaccini, sembra non essere cambiato nulla e così la scuola, falcidiata, maltrattata, annientata dalla pandemia, chiude nuovamente nelle zone rosse o arancione scuro e anche per i più piccoli torna la DAD, l’ormai odiata ma gettonatissima didattica a distanza.
La Dad nel frattempo ha cambiato nome: si chiama Ddi, didattica digitale integrata. La sostanza però è la stessa. A scuola, in classe, non si potrà andare. Si torna a tenere i bimbi a casa, davanti a uno schermo. Soli, alle prese con un mondo a cui, purtroppo, si stanno tristemente abituando. (altro…)
Scuola: must have 2020
Scuole chiuse: studiare online
Con le scuole chiuse come studiare meglio online? La pausa forzata costringe i nostri figli a utilizzare le piattaforme, diverse da istituto a istituto. E’ necessario organizzarsi al meglio. Gli orari per studiare online a causa delle scuole chiuse devono rispettare al meglio quelli di routine.
Il consiglio che ho avuto dagli insegnanti di mia figlia è quello di far dedicare al ripasso e ai nuovi esercizi assegnati le ore della mattina, così da evitare di stravolgere completamente le abitudini dei ragazzi, già chiamati a un esercizio non facile perché lontano dalla metodologia utilizzata fino a pochi giorni fa. (altro…)
Scuole chiuse per Coronavirus: no feste a casa
Le scuole chiuse per l’allarme Coronavirus, al momento fino al 15 marzo ma con possibilità anche di proroga, inducono spesso i bambini a chiedere di organizzare party tra le quattro mura. Susanna Esposito, presidente dell’Associazione mondiale per le malattie infettive e i disordini immunologici (Waidid) e docente di Pediatria all’università di Parma all’Adnkronos dice invece: “No a feste a casa”.
No alle feste a casa con le scuole chiuse per Coronavirus. Siamo in piena emergenza, quindi “evitare gli assembramenti e non organizzare feste ’passatempo’ a casa, o farlo limitando il numero di bambini a 2 o 3, sempre gli stessi di giorno in giorno. Poi si può distinguere fra i bambini che vivono nelle zone rosse o ad alto tasso di diffusione del virus, con quelli che risiedono in aree dove non ci sono stati casi”. (altro…)
Scuola: le migliori del 2019
Questo è un anno importante per Bibi: c’è la scuola superiore da scegliere. Ad aiutare nella decisione me e tantissime altre mamme e altri papà ci pensa, come sempre, Eduscopio che ha pubblicato online la classifica delle migliori d’Italia del 2019 per ogni città.
Il portale della Fondazione Agnelli dà una mano a studenti e genitori mostrando la scuola super. Ci sono tutte le migliori del 2019. Ci ho già dato un’occhiata, la classifica tiene conto di diversi parametri e mostra gli istituti che meglio preparano all’università. (altro…)

Scritto da Annamaria e postato in