Bambini: cosa fare se bevono acqua di mare
L’estate in spiaggia con i bambini è un mix di gioia, giochi e scoperte. E proprio durante i primi bagnetti, può capitare che i più piccoli ingeriscano un po’ d’acqua di mare. Niente panico, ma serve capire cosa fare (e cosa no) se accade, secondo le regole dell’esperto. Il Corriere della Sera spiega bene come muoversi nei casi più comuni.

Bevendo un po’ d’acqua marina, i bambini generalmente non rischiano gravi conseguenze. “Una piccola quantità di acqua marina in generale non comporta gravi conseguenze” spiega il professor Luca Bernardo, direttore del Dipartimento di Pediatria all’Ospedale Macedonio Melloni di Milano. Tuttavia, nel caso in cui il mare sia inquinato o contenga agenti patogeni, è possibile sviluppare disturbi intestinali, come la gastroenterite, soprattutto nei più piccoli.
La prima cosa da fare, se i bambini bevono acqua di mare, è offrirgli dell’acqua dolce da bere, perché “consiste nel fargli bere un bicchiere di acqua dolce in modo da aiutare a diluire ed eliminare il sale ingerito. Un gesto semplice, ma fondamentale che può ridurre il rischio di disidratazione e alleviare eventuali fastidi”, secondo il professor Bernardo.
Se il bambino tossisce dopo aver inghiottito acqua marina, è importante non intervenire forzatamente: “E’ importante lasciarlo tossire liberamente per espellere l’acqua, non bisogna né capovolgerlo né scuoterlo e aspettare che smetta una volta eliminata l’acqua”.
Se compaiono sintomi come vomito, diarrea, febbre o dolori addominali, è meglio rivolgersi subito al pediatra. “Se dopo un bagno il piccolo manifesta sintomi gastrointestinali – continua Bernardo – è consigliabile rivolgersi al pediatra per una valutazione. Soprattutto se il disturbo persiste o si associa a febbre”.
La prevenzione parte dal sorvegliare attentamente il bambino quando gioca vicino al mare, evitando che beva l’acqua salata o metta in bocca sabbia. In genere, le piccole quantità ingerite non causano grandi problemi, ma è fondamentale tenere d’occhio ogni eventuale reazione.
E’ bene ricordare, come sottolinea il quotidiano, che, “dopo il bagno in mare, in particolare quando molto piccoli, i bambini devono essere lavati con acqua dolce per eliminare ogni sostanza potenzialmente irritante, asciugati ed è necessario utilizzare nuovamente la crema protettiva”. Soprattutto su zone sensibili come orecchie, dietro il collo e le pieghe cutanee.
Bambini dicono parolacce? Cosa fare
Sono molti i genitori che si domandano cosa fare se i bambini pronunciano parolacce, innanzitutto è sempre bene scoprire la fonte, se ad esempio arriva da tv o video visti in Rete, è bene porre subito rimedio e far sì che il bimbo guardi solo cose adatte alla sua età. (altro…)
Capodanno 2021 a casa: cosa fare con i bambini
Capodanno 2021, vista l’emergenza, sarà a casa: noi genitori a volte spaventati ci chiediamo cosa fare con i bambini, affinché non si annoino da soli, senza amici né parenti.
Cosa fare con i bambini trascorrendo il Capodanno 2021 a casa? Ci sono tante idee per intrattenersi e passare una serata lieta e piacevole lo stesso. Io e mia figlia, ad esempio, per prima cosa ci vestiremo da gran serata, trucco e parrucco compreso: sarà lei a occuparsi di me, come una vera stylist, make up compreso. E’ una vera bomba ormai con i pennelli e gli ombretti in mano. Questo prima. Chiaramente si farà l’aperitivo, di cenerà, ma ci sarà anche l’angolo dedicato ai selfie e ai curiosissimi e divertenti video per Tik Tok. Per una notte sarò, insieme al papà, la sua compagna di giochi. Le amiche, le sue, quelle più care, ci saranno, ma in videochiamata sul cellulare. (altro…)
Perdite latte dal seno: cosa fare
Le perdite del latte dal seno in allattamento, subito dopo il parto, possono capitare. Tutta colpa del riflesso ossitocinico, detto anche riflesso di eiezione del latte. La suzione del bambino induce il rilascio dell’ormone ossitocina nel corpo della mamma. L’ossitocina agisce sui muscoli che circondano le piccole sacche nel seno, dove si raccoglie il latte, in modo che lo espellano o ‘eroghino’. Questo riflesso non si attiva unicamente durante l’allattamento: il seno potrebbe perdere latte anche quando una mamma sente il suo bambino piangere, o anche solo se sta pensando a lui, a qualsiasi ora del giorno o della notte. Le perdite sono spesso più consistenti nelle prime settimane dopo il parto, perché il seno potrebbe produrre più latte di quanto il bebè ne richieda. Cosa fare? (altro…)
Cosa fare prima del parto
Ecco cosa fare prima del parto. Sicuramente preparare tutti i documenti da portare con sé in clinica o in ospedale: le ultime analisi, le ecografie e tutta la cartella del ginecologo, la tessera sanitaria, il documento d’identità, il codice del proprio gruppo sanguigno solo alcuni dei più importanti. (altro…)
Covid: cosa fare in caso di sintomi
I contagi crescono e sono in arrivo nuove restrizioni per contenere il virus. Pensavamo di avere tutto alle spalle, ma non è così. In caso di sintomi che ci fanno temere di avere il Covid o che i nostri figli se lo sano presi cosa fare?
In caso di sintomi sospetti di avere il Covid ecco cosa fare. Le raccomandazioni del ministero della Salute vanno seguite alla lettera. Senza farsi prendere dal panico. Innanzitutto, chiunque della vostra famiglia abbia dei sospetti, è necessario mantenere il distanziamento dagli altri, indossare la mascherina e sanificare spesso gli ambienti della casa e le mani.
Cosa fare in caso di sintomi Covid. (altro…)
Perdite in gravidanza: cosa fare?
Le perdite in gravidanza sono molto comuni, soprattutto nel primo trimestre. Possono averle dal 15 al 25 per cento delle donne. Le perdite in gravidanza già a due settimane dal concepimento possono arrivare, causate dall’impianto dell’embrione. Anche il cervice può sanguinare. Può anche capitare di avere leggere perdite dopo un rapporto sessuale o dopo un pap test di controllo o addirittura un esame pelvico. Di solito non sono un problema, ma va comunque avvertito sempre il proprio ginecologo. Cosa fare? (altro…)
‘Puntura’ medusa: cosa fare
Se il bambino viene a contatto con una medusa, e nei nostri mari spesso capita, bisogna sapere cosa fare dopo la ‘puntura‘, il contatto con questo strano e affascinante animale marino.
In realtà dire ‘puntura’ in caso di medusa non è corretto. I suoi tentacoli emettono una sostanza urticante per la pelle: basta solo entrare in contatto con il liquido urticante che libera attraverso i suoi filamenti per avere reazioni cutanee dolorose, gonfiore e arrossamento. In caso questo contatto, questa ‘specie’ di ‘puntura‘ di medusa dovesse capitare a un bambino cosa fare? (altro…)

Scritto da Annamaria e postato in 